Facebook in borsa? Solo nel 2013


Peter Andreas Thiel è un imprenditore americano che è stato tra i fondatori di PayPal e tra i primissimi ad investire credendoci in Facebook, nonché finanziatore di moltissime altre startup poi diventate famose come LinkedIn e Friendster e non ultimo noto filantropo, ha parlato in una conferenza stampa a San Francisco del futuro del social network creato da Mark Zuckerberg, nelle vesti di membro del Board od Directors dell’azienda, della quale detiene il 10,2%. Secondo Thiel, è inevitabile che Facebook venga prima o poi quotata in borsa, ma per questo grande passo non c’è davvero nessuna fretta e non è ancora giusto il momento giusto, perché secondo lui il social network non ha ancora espresso tutto il suo potenziale.

In parole povere quello che Thiel dice è che prima bisogna rendere Facebook davvero redditizio, “monetizzarlo” come si dice in gergo, rispettando nel frattempo tutti gli obiettivi di bilancio che l’azienda si è data, poi si procederà a “fare cassa” con il ricorso alla quotazione in borsa; per tutto questo, quindi, bisognerà attendere almeno un paio di anni, quel 2013 che aziende come quella di Thiel stesso ed altri grandi nomi come Microsoft e Digital Sky Technologies, non vedono comunque l’ora che arrivi per poter finalmente far fruttare i loro pesanti investimenti in Facebook, effettuati durante le prime fasi di attività del social network, quando non c’era alcuna certezza sul suo successo.

Al momento, stando a quanto dicono sulle autorevoli colonne del Financial Times, l’azienda Facebook ha un valore di circa 33 miliardi di dollari, ma secondo Reuters, nel corso dell’anno 2009 avrebbe guadagnato la “miseria” di 800 milioni di dollari. Vedremo quindi cosa accadrà nel corso dei prossimi due anni, che in termini tecnologici e finanziaria sono davvero una eternità, quindi se Facebook sarà ancora tra noi e come e che valore avrà allora. Dopo tutto, anche un colosso come Google ha impiegato la bellezza di sei anni prima di arrivare in borsa e le sue azioni, specialmente nei primissimi mesi nonostante l’entusiasmo degli investitori, non è che furono un grandissimo affare…


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