Allaga la biblioteca: condannato grazie a Facebook


Facebook, il noto social network, continua ad essere in primo piano. Nel corso degli anni abbiamo visto sul social network cause di licenziamento, divorzi, litigi fra innamorati e tutto provocato da quanto scritto senza pensare, sulle pagine del famoso sito.
Anche la polizia, però, legge attentamente le pagine dei sospettati e sappiamo che anche nel caso Wikileaks, il governo americano ha chiesto copia dei record relativi ad alcuni utenti di Twitter, altro famoso sito dove la gente s’incontra e commenta le notizie.

Ora, grazie a Facebook, la polizia britannica potrà accusare di un giovane sedicenne di un reato abbastanza grave che forse, senza rendersi conto della gravità dell’atto, ha bloccato tutti gli scarichi dell’acqua nei bagni di una biblioteca di pubblica.
Il giovane, dopo averli precedentemente bloccati, ha aperto tutti i rubinetti contemporaneamente facendo scorrere l’acqua per tutta la notte, provocando danni per circa 200.000 sterline e la chiusura della biblioteca per cinque mesi.

Chiaramente, il giovane, accusato in base a prove indiziarie si era dichiarato non colpevole e l’avrebbe fatta franca se il pubblico ministero non avesse attentamente controllato il suo profilo su Facebook e trovato un messaggio rivolto ad un amico, in cui il ragazzo ammetteva di essere il responsabile dell’accaduto.
Ora il giovane potrebbe rischiare il  carcere ma, sicuramente, le persone continueranno a scrivere di tutto su Facebook e ci saranno altri licenziamenti, altri divorzi, altri arresti, altrimenti, poi cosa scriverebbero i giornali?


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