Si passerà ad un P2P legale?


Sono ormai decenni che imperversa la lotta fra detentori dei diritti e mondo P2P, vari siti come Napster, Grokster, Kazaa, Morpheus, Torrentspy, Audiogalaxy, sono stati costretti a cessare la loro attività. Nonostante ciò il numero di persone che condividono, canzoni, film, musica e giochi illegali, rimane alto. L’industria dell’intrattenimento è anche alla ricerca di alternative alle minacce e alle azioni legali, cercando di trasformare in business il sistema della condivisione file. Alcune di queste iniziative sono ancora in fase sperimentale, mentre altre sono emergenti e più che altro si è alla ricerca di nuovi sistemi per compensare i detentori dei diritti.

Vediamone alcuni.

 Tariffe flat per gli utenti

Il sistema che potrebbe risolvere in parte il problema, punta, invece, di regolamentare il file-sharing, nel monetizzare i download, tramite canoni mensili pagati dagli utenti.

Circa due anni fa, la Warner incaricò Jim Griffin, di studiare la possibilità di sistemi di canoni mensili, che avrebbero permesso agli utenti di scaricare legalmente tutti gli MP3 che desideravano.

Griffin e la sua compagnia Choruss, cercarono accordi con scuole ed università, che agissero come banchi di prova per le licenze flat. L’esperimento è ancora in atto ma secondo Griffin, una mezza dozzina di scuole avrebbe accettato di fungere da banco di prova.

Inoltre, anche l’isola di Mann nel 2009 propose un simile sistema di licenze ed anche Noank Media sta elaborando sistemi, che permettano la condivisione legale di video e musica, in ambienti P2P.

Pubblicità a supporto del P2P

Ad esempio, Limewire ha proposto un sistema di annunci pubblicitari in base alla ricerca, simili a quelli di Google e ad ogni click sul messaggio pubblicitario, i detentori dei diritti avrebbero ricevuto il 40% dei proventi.

Oltre Limewire, però la maggior parte dei siti di questo tipo pensano a guadagnare loro con la pubblicità e non hanno fatto proposte del genere, ai detentori dei diritti.

Donazioni utenti

Ad esempio Pirate Bay ha pensato a qualcosa che possa permettere ai detentori dei diritti di monetizzare la condivisione delle loro opere, lanciando Flattr, in fase beta, che permette agli utenti la possibilità di donare soldi a tutti gli artisti di cui condividono le opere, votando l’opera a cui vogliono contribuire, un po’ come funziona il sistema su Digg.
Insomma come si vede le idee ci sono e ci sono anche società che stanno facendo tentativi e sperimentando quale sistema possa funzionare meglio ma non è detto che anche tutti e tre i sistemi contemporaneamente possano essere inglobati in un nuovo modello di business che permetterebbe di legalizzare il mondo P2P e nello stesso tempo garantire ai detentori dei diritti il giusto guadagno.


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