Francia: sempre più parlamentari della maggioranza contro Hadopi 2


Un gran numero di parlamentari anche della maggioranza di destra sembrano avere sempre più dubbi sull’hadopi 2, le Figaro ha raccolto la testimonianza, in tal senso di Jean-François Copé , un membro influente del partito UMP,(Unione per un Movimento Popolare) lo stesso di Sarkozy, ammette la sua colpa e dice che ha cambiato idea sulla questione, considerando la legge maldestra nella sua formulazione.

Secondo la legge, infatti gli utenti più volte accusati di violazione, potrebbero essere disconnessi per un anno da internet ed inoltre verranno anche puniti coloro che non riescono ad evitare che altri utilizzino la loro connessione per scambiarsi materiale illegale.

L’opinione pubblica ha ,comunque, associato il sostegno dato a questa legge dall’UMP, con l’idea che il partito odi internet. Per cercare invece di convincere gli elettori del contrario, i deputati UMP hanno pubblicato una relazione a maggio intitolata La libertà e le regole del mondo digitale” in cui prendono le distanze dal regime di terrore creato dal rapporto Olivennes e convalidato dal presidente Sarkozy.

Fra le altre cose, nella relazione c’è scritto che la legge hadopi 2, sancisce solo gli utenti mentre il download illegale dovrebbe essere debellato non con una normativa restrittiva ma con l’introduzione di nuovi modi legali di accedere ai contenuti, ad esempio lo streaming legale.

Nella relazione inoltre l’UMP dichiara di essere favorevole alla net neutrality della rete e che questa dovrebbe essere tutelata in Francia ed in tutto il mondo salvo le deroghe dovute alla criminalità o agli interessi di gestione di rete, interventi però, che debbono essere attentamente controllati.

Copè però chiarisce che non intende chiedere un’abrogazione della legge, ma lui e i suoi amici deputati controlleranno bene come verrà attuata.

Tanto i primi messaggi agli utenti dovrebbero essere inviati a settembre e comunque anche i produttori di contenuti stanno aspettandone l’attuazione, sperando che la nuova alta autorità attuerà processi per tutte le loro richieste, in quanto identificare i pirati è costoso, per monitorare ad esempio 100 titoli e raccogliere 25.000 indirizzi IP al giorno si spendono circa 35.000 euro al mese, ossia 420.000 , euro l’anno, secondo un esponente dell’Unione editori di software d’intrattenimento, ed i costi sono ancora più alti per monitorare il download illegale di musica.


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