UK: la camera dei Lord approva anche il blocco dei siti P2P


La Camera dei Lord ha approvato una versione del Digital Economy Bill che ancora una volta non soddisfa i gruppi a difesa della net-neutrality e che ora sarà esaminata dalla Camera dei Comuni.

L’impressione è che la corsa per completare i lavori sulla legge, prima delle elezioni, che si terranno in Giugno nel Regno Unito, porterà a modifiche draconiane al diritto d’autore, senza la debita considerazione. Di conseguenza, un certo numero di sostenitori, come l’Open Rights Group e Cory Doctorow hanno chiesto un dibattito parlamentare, sul disegno di legge completo. In mancanza di ciò, tutto il discorso dovrebbe essere ripreso dal prossimo Parlamento. Mentre invece il governo attuale, forse sotto la pressione di lobby, pensa che completare i lavori sul Digital Economy Bill sia una priorità, ma questo lo porta ad agire in fretta ed approvare norme, come il recente emendamento, che ha che ha reso gli ISP responsabili nel bloccare l’accesso a siti commerciali senza un meccanismo di ricorso, veramente contrarie alla libertà di internet.

Nella versione approvata dalla Camera dei lord mentre rimane il discorso dei tre avvisi e la disconnessione nei confronti degli utenti recidivi, anche se non in modo così drastico come nel modello francese, viene eliminato il diritto, che spaventava un po’ tutti, del Segretario di Stato di intraprendere azioni unilaterali ma è stata aggiunto un nuovo emendamento.

In base a questa norma, l’Alta Corte del Regno, potrebbe emettere ingiunzioni nei confronti di
qualsiasi sito web nel quale sia stata trovata una sostanziale quantità di contenuti che violano il diritto d’autore. Inoltre sarebbero resi gli ISP responsabili di bloccare gli accessi agli stessi. Sembrerebbe che questo emendamento sia stato aggiunto accettando in pieno una proposta della BPI e come detto, ha subito provocato una protesta pubblica, spingendo i socialdemocratici a proporre un emendamento nel quale veniva previsto che i siti potessero impugnare la sentenza ed inoltre che punirebbe con gravi pene finanziarie, coloro che avessero presentato denunce false ed infondate.

Ma su tali modifiche, il governo sta ancora lavorando e come detto, il tempo stringe, in quanto la data delle elezioni si avvicina. Ecco perché si ha da più parti l’impressione che verrà approvata una legge sbagliata e che lede i diritti umani e la libertà di internet e che causerà danni economici a molti siti.


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