UK: BPI avverte che ricomincerà le cause ai file-sharer


Non paga del Digital Economy Bill appena approvato, la BPI, tramite il suo amministratore delegato, Geoff Taylor ha avvertito che potrebbe essere costretta a far causa ad alcuni file-sharer, nonostante le misure tecniche introdotte con la nuova legge.

Nonostante appunto le dure misure draconiane introdotte con la nuova legge che prevedono nei casi più gravi la limitazione o addirittura la sospensione dell’account, se la pirateria non verrà ridotta del 70% nei prossimi 18-24 mesi, La BPI, usando i dati che gli ISP, sono tenuti a conservare e che rivelano gli utenti che hanno ricevuto il maggior numero di”lettere d’istruzione” citerà, questi maggiori violatori del copy-right, in tribunale.

Armati di questi dati, sarà facile per la BPI, ottenere tramite tribunale l’accesso ai nomi reali o agli indirizzi.

La BPI dice di essere riluttante ad usare queste misure, anche perché indubbiamente citare qualcuno in tribunale, richiede degli esborsi finanziari ma il Governo ha deciso di non portare le misure tecniche in vigore immediatamente.

Questo tipo di attacco in tribunale ai file-sharer è però diverso da quello attuato dalla BPI prima del 2004, in quanto non ci dovrebbero essere problemi a scaricare in modo limitato una canzone, un gioco, un film od un software ma queste cause dovrebbero essere dirette solo nei confronti dei trasgressori più eclatanti, circa l’1 o il 2%, anche del file-sharing più aggressivo alla fine, dal momento che le loro risorse legali sono limitate.

Bisognerà vedere se poi tutta questa gente che scaricherà di meno, userà sistemi alternativi, come quelli di cui abbiamo parlato qui, oppure passerà a cercare nei negozi legali on line, il materiale che cerca.


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