Rilasciate regole per il Digital Economy Bill


Sono state rilasciate delle norme operative che per ora sembrano riguardare i grandi ISP, non i piccoli e non quelli del mobile. Anche se c’è confusione fra chi si possa definire piccolo ISP od abbonato, ad esempio biblioteche, e caffè che offrono WIFI dovrebbero molto probabilmente assicurarsi di avere l’email o l’indirizzo postale di chi si connette e che potrebbe commettere violazione, usando il libero accesso WIFI.

Del resto se caffè, hotel e biblioteche sono equiparate ad ISP, dovrebbero poi inviare lettere d’infrazione ai propri utenti e mantenere un elenco di quelli che fra i propri utenti hanno accumulato più di tre avvisi d’infrazione, come prevede la legge, ma come precisa Ofcom, di difficile attuazione ed infatti per ora, questi cosiddetti piccoli ISP,sono esclusi dal nuovo regime.

Mentre invece i sette fornitori di servizi Internet via cavo che servono oltre 400.000 clienti (BT, O2, Orange, Post Office, Sky, TalkTalk e Virgin) dovranno tenere un registro degli avvisi d’infrazione ed i titolari dei diritti possono citare gli utenti che riceveranno tre avvisi d’infrazione in un anno e gli ISP dovranno dimostrare di poter abbinare correttamente gli indirizzi IP ai nomi ma anche i titolari dei diritti dovranno dimostrare in modo concreto le violazioni e gli utenti potranno ricorrere ad un processo d’appello. Vedremo, poi come tutto questo verrà attuato sia dai grandi ISP, sia dai titolari dei diritti.


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