Nuova Zelanda: proposto il ban da internet per i recidivi


Dopo un lungo periodo di travaglio, in Nuova Zelanda la legge contro il file-sharing illegale che prevede sei mesi di sospensione da internet per gli scaricatori accaniti e pene pecuniarie molto alte a favore dei detentori del diritto d’autore, ha superato la prima approvazione in parlamento ad Aprile ma ora alcuni chiedono un inasprimento della legge con il ban da internet per i recidivi.

Già nel 2008 era stata varata una legge, molto contestata che prevedeva che il colpevole potesse essere disconnesso solo su accusa, senza l’intervento del tribunale.

In seguito la legge è stata rivista e decretato che ogni intervento sia deciso dalla Corte Distrettuale che potrebbe condannare i colpevoli a risarcimenti ed alla sospensione da internet per sei mesi.

Le due parti pro e contro la legge si sono dichiarati in parlamento ed una fazione ha proposto un inasprimento della legge, che nella sua formulazione attuale non sarebbe abbastanza incisiva nel combattere le violazioni del copy-right, chiedendo il ban assoluto da internet per i recidivi e che sia soprattutto ad essi impedito, nei sei mesi di sospensione di stringere contratti con altri ISP.

L’altra fazione, invece sostiene che l’accesso ad internet dovrebbe essere tutelato come diritto fondamentale dei cittadini e che sarebbe come impedire l’uso dell’ufficio postale a chi avesse comprato merce con marchi contraffatti.

Anche Google, sensibile a questo tipo di leggi ha espresso le sue perplessità sul fatto, che in base alla normativa, risultano responsabili delle violazioni e quindi dovrebbero pagare risarcimenti, gli intestatari dei contratti e non chi effettivamente ha violato il copy-right e questo mette a rischio biblioteche, internet-caffè e punti wifi pubblici.

Entro la fine dell’anno la Commissione del Commercio riferirà al governo, riguardo tutte le istanze presentate dalle parti pro e contro la legge.

Dopo un lungo periodo di travaglio, in Nuova Zelanda la legge contro il file-sharing illegale che prevede sei mesi di sospensione da internet per gli scaricatori accaniti e pene pecuniarie molto alte a favore dei detentori del diritto d’autore, ha superato la prima approvazione in parlamento ad Aprile ma ora alcuni chiedono un inasprimento della legge con il ban da internet per i recidivi.


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