L’ultimo uploader di Oink prosciolto dalle accuse


Questa vicenda mette in seria crisi tutta la politica che il governo vuole attuare per combattere la pirateria ed, infatti, il 6 Aprile verrà discusso il famigerato digital economy bill.

Intanto, la Teeside Crown Prosecution Service (CPS), ha deciso di far cadere le sue accuse contro un adolescente incolpato di aver caricato file illegali su Oink, il cui amministratore, come ben sappiamo, è stato da poco riconosciuto non colpevole di frode.

Tutta la vicenda legata ad Oink, denominata “Ark Royal” aveva portato all’arresto, oltre dell’amministratore anche di cinque uploader.

Quattro, erano già stati riconosciuti colpevoli di violazione del copy-right per aver caricato pre-realise di musica sul sito e condannati a pene pecuniarie e servizi alla comunità.

La decisione di non agire contro il diciassettenne Matthew Wyatt, getta comunque una cattiva luce sul comportamento delle autorità e dell’industria musicale nella lotta contro il file-sharing illegale.

Oltre sei persone secondo i legali di Wyatt, tra agenti di polizia, e membri dell’IFPI e della BPI, entrarono nella casa di famiglia di Wyatt, il 10 settembre 2007 e sequestrarono oltre 160 file.

Wyatt è stato successivamente accusato di distribuzione di materiale protetto da copyright, un reato che comporta una pena massima di 10 anni di detenzione. Ma non era lui l’uploader originale della musica. L’avvocato di Wyatt, David Cook, ha detto che Wyatt aveva trovato quattro file di musica su un sito accessibile al pubblico e li avrebbe poi caricati su Oink, il famoso sito BitTorrent di condivisione file.

Un portavoce della BPI, avrebbe comunque dichiarato che sono delusi della decisione del CPS, in quanto la polizia di Cleveland fece un’indagine approfondita, dopo gli esposti da parte delle industrie del settore in merito alla distribuzione illegale di pre-realise di musica.

Invece l’avvocato Cook è di tutt’altro avviso, in quanto secondo lui, la causa doveva essere discussa nel civile e non nel penale.

Cook ha detto che il CPS non ha mai prodotto alcuna prova che il materiale in questione era protetto da copyright ed inoltre la difesa ha trovato strano, che non fosse mai stato chiesto ai titolari del diritto d’autore, di identificare le tracce come proprie. In base alla giurisprudenza, i reati d’autore compiuti tramite BitTorrent, dovrebbero essere portati davanti ad un giudice civile, in questo caso l’IFPI voleva che la vicenda di Matthew Wyatt, divenisse un esempio, per questo è stato scelto il campo penale.

I ministri del governo hanno categoricamente dichiarato che non vogliono vedere gli adolescenti arrestati nelle loro camere da letto per file-sharing ma questa sentenza ha chiarito che queste assicurazioni dei ministri non offrono alcuna garanzia.

L’accusa è stata gestita in modo incompetente, solo per aver un mostro da sbattere in prima pagina che servisse da esempio ad altri e non è mai stata di pubblico interesse.


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