Jammie Thomas andrà in processo per la terza volta


La lunga storia veramente  ormai divenuta mitica, quasi a simboleggiare che Davide può ancora vincere contro Golia non è ancora finita. Avremo ancora un’altra puntata ovverosia un altro processo. Riportiamo le tappe principali: la Thomas ritenuta colpevole di aver condiviso 24 canzoni tramite KAzaa è stata condannata la prima volta ad un risarcimento di 9250 dollari per canzone, poi il processo era stato ritenuto illegittimo e ripetuto e la seconda volta, la Thomas è stata, quindi, condannata al pagamento di 80.000 dollari per canzone arrivando ad un totale di quasi 2 milioni di dollari, in quanto la legge sul diritto d’autore prevede un risarcimento che può essere compreso fra i 750 ed i 150.000 dollari per ogni infrazione.

Poi un giudice sempre del Minnesota ha ridotto la richiesta di risarcimento a 54.000 dollari dicendo che la pena è “significativo e dura”, ma non più “mostruosa e sconvolgente” come la richiesta originale. Davis ha anche detto che non si sarebbero mai ottenuti tali danni elevati se la decisione fosse stata la sua, piuttosto che quella di una giuria.

La RIAA, che ha paura che questa riduzione del risarcimento possa creare un precedente, in quanto va contro le leggi stabilite dal Congresso ha cercato di transare dicendo che avrebbe accettato 25.000 dollari che avrebbe dato in beneficenza a qualche associazione di musicisti, a patto che il gudice avesse ritirato la decisione.

Ma Jammie non ci sta ed i suoi avvocati hanno detto ” Riteniamo che le disposizioni relative ai danni dovuti alle violazioni dei diritti d’autore siano incostituzionali perché non hanno alcun rapporto con il danno effettivo per i detentori del copyright. Jammie non sarà mai d’accordo a pagare loro qualcosa e lottare fino alla fine .”.

Si arriverà quindi alla terza causa improntata solo sul risarcimento danni, non possiamo che augurare a questa donna coraggiosa, buona fortuna.


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