Irlanda: Eircom può attuare la “three strikes law”


In Irlanda l’industria aveva raggiunto un accordo privato con l’ISP Eircom, affinché quest’ultimo attuasse un controllo su internet e scollegasse gli utenti recidivi. C’era poi stata un’obiezione giuridica ma il giudice ha dato via libera, riconoscendo l’accordo legittimo.

Infatti, nel febbraio 2009, l’IRMA che rappresenta oltre il 90% della musica registrata in Irlanda e difende i diritti di società come EMI, Warner, Universal e Sony, aveva raggiunto un accordo privato con l’ISP Eircom, nonostante non ci fossero cambiamenti nella legge sul copy-right irlandese.

Secondo questo accordo l’IRMA avrebbe fornito ad Eircom indirizzi IP collegati a violazioni del copy-right, ottenuti mediante monitoraggio effettuato dalla ditta DtecNet, alla quale come sappiamo è stato affidato anche in Francia lo stesso compito nell’Hadopi 2.

L’ISP poi si occupa di inviare ai clienti ai quali corrisponda l’indirizzo IP l’avviso d’infrazione e dopo il terzo avviso, gli utenti verranno disconnessi.

Alla corte di Dublino, il giudice Charleton, dopo un’obiezione giuridica riguardante lo status dell’indirizzo IP, ha dato, invece, via libera all’accordo.

Secondo il giudice internet è solo un mezzo di comunicazione e non può riscrivere le leggi dei paesi che attraversa e non c’è nulla nella legge penale o civile che legalizza ciò che è comunque illegale, semplicemente perché la transazione avviene su Internet. Quindi sempre secondo il giudice, è del tutto legittimo per Eircom agire, in quanto è organo che sostiene la legge e la Costituzione.

Molto soddisfatti, ovviamente del parere del giudice i responsabili di IRMA che dicono, che poiché questa obiezione legale ha causato sei mesi d’arresto nell’accordo con Eircom, passeranno subito all’attuazione dell’accordo completo.

Ma sicuramente, ora IRMA cercherà di costringere allo stesso accordo altri ISP irlandesi.


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