Continua il processo ad Ellis, l’amministratore di Oink


Come dimenticare Oink, un grande sito di condivisione che come riporta Punto Informatico fu chiuso in seguito alle denunce di IFPI e BPI  le quali definivano il tracker torrentizio “il più importante sito musicale pirata delle pre-release”, definizione che forse contiene in sé una delle ragioni per cui dopo anni di operatività OiNK è giunto al capolinea.

 La diffusione online di opere protette da diritto d’autore prima ancora che arrivino sugli scaffali è da sempre una delle maggiori preoccupazioni dell’industria, e non è improbabile che le major abbiano dedicato molte energie a individuare gli uploader sul celebre tracker prima di procedere con una denuncia formale.

L’amministratore del sito e molti uploader allora finirono in galera, poi rilasciati ed ora dopo anni si è giunti al processo contro l’amministratore.

Soprattutto però, non si è placata l’intenzione delle associazioni anti-pirateria di mostrare Ellis come un profittatore ed un disonesto, che grazie alle donazioni degli utenti si era molto arricchito, defraudando l’industria musicale.

Ellis, invece, esponendo il suo punto di vista ha raccontato di aver cominciato soprattutto per migliorare le proprie capacità informatiche e che all’inizio, quando studiava alla Teesside University, aveva ospitato il tracker nella camera da letto.

Il suo scopo egli ci tiene a precisarlo era solo quello di creare una piattaforma in cui gli utenti di Oink potessero condividere i loro file, non certo quello di frodare il mondo della musica.

Nella scorsa settimana però l’accusa aveva tenuto a precisare che Ellis aveva raccolto circa 300.000 sterline grazie alle donazioni volontarie dei suoi utenti. Anche qui però la difesa era intervenuta dicendo che i soldi erano stati investiti nell’hardware del tracker e che Ellis, al momento dell’arresto, aveva sul conto solo 32500 dollari che dovevano servire per comprare i server del tracker.

Ellis ha poi continuato la sua dichiarazione dicendo che non pensava che il suo sito stesse infrangendo la legge. A riprova della sua buona volontà riporta il fatto che ha sempre collaborato togliendo i file segnalati da agenzie tipo Web Sheriff.

Oltretutto Ellis ha detto ieri che considera quello che ha fatto il più simile possibile a come agisce un ufficio postale o una società telefonica, cioè dirigere i dati di altre persone (illegali o no). Inoltre lui ritiene chiaramente che questo tipo di operazione sia consentita dal diritto d’autore. Infatti, a differenza di altre giurisdizioni, non c’è reato di ‘favoreggiamento’ ai sensi del diritto d’autore del Regno Unito.

Vedremo poi cosa ribatterà l’accusa e come continuerà il processo, vi terremo informati.

Fonte Torrent freak


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