Caso Harper portato alla Corte Suprema


Due avvocati, famosi difensori di imputati accusati di violazione del copy-right, Charles Nesson, professore di diritto ad Harvard e Ray Beckermann, avvocato e blogger di “Recording Industry vs. the People” hanno deciso di ricorrere alla Corte Suprema perchè chiarisca alcuni punti della legge sul copy-right scritta in età analogica e non digitale.

Il caso in questione è quello di Whitney Harper, che adolescente era stata individuata dalla società Mediasentry mentre condivideva file illegali.

La donna si è sempre difesa, dicendo che la sua era stata una violazione innocente, in quanto pensava che scaricare tramite i mezzi P2P fosse come sentire musica alla radio.

IL giudizio di primo grado ha riconosciuto, in parte, la non volontarietà della ragazza ad infrangere la legge, riducendo il rimborso per ogni brano da 750 dollari a 200.

Invece nell’appello, tre giudici non hanno riconosciuto, la buona fede della ragazza dicendo che sui CD c’è chiaramente scritto che il brano è protetto dal diritto d’autore.

Per cui la ragazza è stata condannata a pagare 750 dollari a brano, che moltiplicati per 37 canzon, diviene una cifra totale di 27.750 dollari.

Qui il nodo della vicenda, sul quale, i due avvocati di grido e Kiwi Carrera Harper ex alunno del professor Nesson, il quale difenderà la donna e che ha difeso Jammie Thomas nel suo secondo processo, vogliono chiarimenti da parte della Corte Suprema.

Infatti la difesa punta sul fatto che la legge è stata creata in epoca in cui esistevano solo cassette e CD ed i possessori di questi contenitori, non potevano certo dire che non sapevano di stare violando una copia protetta dal copy-right ma attualmente si è in epoca digitale, ciò non ha senso e non è giusto negare una pena ridotta, quando sulle reti P2P non si trova alcun avviso del genere che possa indicare, all’ingenuo visitatore di stare violando la legge.

Ora tocca alla Corte Suprema esprimere il suo parere.


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