Avvocato della Viacom dice che andare contro il P2P è una specie di bullismo


Senza titolo 1Michael Fricklas, uno dei più importanti avvocati della Viacom, impegnato in una causa contro You Tube da un miliardo di dollari, in una lezione tenuta a Yale esprime le sue idee sulla condivisione illegale dei contenuti, sul fair use, sul DRM e sulla legge applicata in Francia dei “tre avvisi e la disconnessione”. In effetti, fa parte delle società proprietarie dei contenuti, ma il suo punto di vista è interessante e particolare e soprattutto fa capire, come dice lui stesso, che anche nell’industria della distribuzione ci sono punti diversi e spesso si fanno causa fra loro.

Soprattutto sorprende che egli pensi che andare contro gli utenti finali che violano il copy-right è “costoso ed inutile ed un po’ come una forma di bullismo”.

Anche perché le industrie dei contenuti possono scatenare contro gli utenti avvocati di grido e risorse illimitate, quindi è come una forma di terrorismo.

Gli utenti vanno trattati con rispetto secondo Michael Fricklas, rispetto che s’intende esteso al DRM, molto del quale, impedendo di fare una copia per uso personale è veramente nocivo, mentre non impedisce ai contenuti di fruire liberamente su internet, quindi ostacola solo gli utenti onesti.

In molti casi anche la Viacom permette la diffusione dei suoi materiali sotto l’egida del fair use. Come dice wiki il principio del fair use rende i lavori protetti da copyright disponibili al pubblico come materiale grezzo senza la necessità di autorizzazione, a condizione che tale libero utilizzo soddisfi le finalità della legge sul copyright, che la costituzione degli Stati Uniti d’America definisce come promozione “del progresso della scienza e delle arti utili” (I.1.8), o meglio dell’applicazione legale dei reclami di infrazione. La dottrina tenta con ciò di equilibrare gli interessi dei titolari di diritti individuali con i benefici sociali o culturali che derivano dalla creazione e dalla distribuzione dei lavori derivanti. Nella misura in cui questa dottrina protegge forme di espressione che potrebbero diversamente venire a configurarsi come infrazioni del copyright, è stata posta in relazione con la protezione della libertà di parola sancita dal primo emendamento della costituzione statunitense.

Non capisce allora l’avvocato perché ci si trova in pieno nella guerra del copy-right. Forse perché le compagnie detentrici dei diritti, sono disunite e ognuna vuole andare per una sua strada?

L’avvocato fa anche un esempio in cui la stessa Viacom si trova da una parte a difendere i diritti del copy-right da altre a venir denunciata dagli stessi detentori dei diritti, come fece appunto anni fa la famosa fotografa Annie Leibowitz per un poster movie prodotto da Viacom.

L’avvocato po, in questo lungo intervento di 37 minuti, parla del DRM che alla fine difende perché senza di esso i consumatori non avrebbero potuto usufruire di certe esperienze almeno a quei prezzi.

Del resto lui chiaramente dichiara di non essere né un sostenitore del diritto d’autore ad oltranza né un copy-fighter.

Per lo stesso motivo sarebbe favorevole ad una disconnessione degli utenti recidivi, magari mediata da un arbitro non giudice, in quanto ciò farebbe lievitare molto meno i costi.

Insomma niente di nuovo sul fronte occidentale, come si suol dire, molta pubblicità gratuita per la Viacom, per il resto bizantinismo ed il nulla di propositivo.


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