Approvato il Digital Economy Bill


Il digital economy Bill, che aveva già superato la seconda votazione alla Camera dei Comuni, è stato approvato definitivamente con 189 voti favorevoli e 47 contrari, in una sala si può dire quasi deserta dal momento che mancavano oltre 419 deputati.

Sappiamo perfettamente e l’abbiamo anche scritto, che il disegno di legge è stato osteggiato fortemente da deputati, da ISP, da vari movimenti a difesa della net neutrality su internet, che hanno manifestato la loro opposizione fino alla terza votazione, ma i connubi fra l’attuale governo e la BPI ed altre industrie dell’intrattenimento, sembravano troppo forti perché si ascoltassero le voci del popolo o si tenesse conto delle oltre 20.000 firme raccolte in poco tempo. In effetti, la maggior parte delle persone, contrarie alla stesura attuale del Digital Economy Bill, chiedevano solo che la discussione fosse rinviata a dopo le elezioni ed anche dopo una nuova una consultazione del popolo e che se ne occupasse il nuovo governo.

Ma la gente inglese, anche se non ha potuto essere ascoltata, ha partecipato attivamente al dibattito su Twitter e si può dire che mai, come in questa occasione, si è assistito alla totale vittoria dei social media che potrebbero anche essere utilizzati per migliorare la trasparenza del governo. Infatti, tutti i dibattiti parlamentari, riportati dalla BBC sono stati prontamente commentati e sarebbe stato molto utile, che la Camera dei Comuni avesse un canale di collegamento con Twitter, così i parlamentari potevano vedere, ciò che il pubblico veramente pensava di quello che stava accadendo.

Infatti, un parlamentare Tom Watson che si è visto spesso, durante la votazione leggere i commenti sul suo iphone, ne ha poi tenuto conto quando ha parlato.

Comunque se i social media vincono, si può tranquillamente dire che ha perso la democrazia perché una votazione così importante per il futuro del paese, in cui si è parlato anche di Wikileaks, che potrebbe essere messa al bando, perché ospita materiale coperto dal copy-right, nonostante il fatto che opera per il bene sociale, non per il profitto, si è svolta in un parlamento praticamente deserto.

Comunque ora, comunque sia andata, le misure draconiane sono passate e fra le altre cose, verranno disconnessi i pirati recidivi ed anche i proprietari di connessioni wifi aperte verranno considerati responsabili di quello che succede tramite le loro connessioni. I Titolari dei diritti, non potranno forzare direttamente gli ISP ad intervenire contro siti web, che contengono materiale illegale, in quanto ciò è stato mitigato durante la terza discussione alla Camera dei Comuni, ma in seguito ad un intervento del giudice, possono subito essere bloccati.

Vedremo ora se i risultati dell’approvazione del Digital Economy Bill, porteranno come in Francia, dopo l’hadopi 2, addirittura ad un aumento piuttosto che a una diminuzione della pirateria, perché si sa, che le leggi draconiane provocano più ribellione, delle leggi giuste ed equilibrate.


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