Twitter e Skype cambiano CEO per affrontare il futuro


Due aziende, due grandi marchi, due famosi servizi e le sfide per il futuro in un mondo tecnologico che cambia vorticosamente. Parliamo di Skype e Twitter, piattaforme sempre più popolari ma che vogliono e devono restare al passo con i tempi, offrire sempre novità ai loro utenti, prepararsi ad un futuro immediato fatto più di tablet che di personal computer. Per questo motivo queste due aziende, seppure completamente diverse tra di loro, hanno deciso di sveltire i loro processi di innovazione con importanti cambi nei loro vertici e assunzione di personale altamente specializzato.

Evan Williams, presidente, amministratore delegato e co-fondatore di Twitter, ha così deciso di lasciare la sua poltrona al già Chief Operating Officer Dick Costolo. Williams lascia quindi gli incarichi più importanti in azienda dopo aver visto Twitter crescere da 20 impiegati ad oltre 300 persone, da poche centinaia migliaia di utenti iscritti al servizio a diversi milioni, tanto che oggi sono quasi 90 milioni i messaggi che vengono “cinguettati” ogni giorno dalla piattaforma. Il suo unico smacco, però, è stato quello di non essere riuscito in tre anni a trovare un modo per monetizzare tutto ciò, un destino che, comunque, è lo stesso toccato in sorte a Facebook. Williams non lascerà però l’azienda che ha contribuito a fondare, mentre si occuperà, come già in precedenza aveva fatto, del solo sviluppo di prodotti legati al social network.

In casa Skype, invece, a lasciare il ruolo di CEO è Josh Silverman, ex dirigente di eBay ed anche di Cisco, nuova proprietaria di Skype, dal quale invece arriva il nuovo CEO Tony Bates. Quest’ultimo, pur essendo appena 43enne, è stato addirittura vice presidente di Cisco. In attesa del passaggio di poltrona le consegne passeranno per un periodo transitorio ad Adrian Dillon, nuovo CFO di Skype. Anche Bates, come nel caso di Costolo per Twitter, avrà il compito di monetizzare al massimo i servizi della compagnia telefonica, allargando soprattutto il portafoglio di prodotti per aziende, che sono quelle che possono generare i fatturati che interessano a Skype per fare soldi.

Una possibile evoluzione di Skype arriverà dalla sua diffusione sui dispositivi mobili, un mercato in piena esplosione, ma è certo che bisognerà raggiungere ben altri numeri rispetto a quelli attuali, dove appena 8 milioni di clienti versano soldi nella casse di Skype a fronte di oltre 124 milioni di abbonati. Altro impulso potrà arrivare dal presunto accordo con Facebook del quale si paga tanto: i 500 milioni di utenti registrati al libro delle facce fanno molto gola alla compagnia telefonica, anche se bisognerà vedere quanti di loro vorranno utilizzare Skype soltanto per parlare gratis con i loro amici e quanti invece sceglieranno anche dei servizi a pagamento.


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