Nuovo capitolo di Total War II


napoleonL’esordio di Total War risale a dieci anni fa. Questo videogioco prodotto dalla Sega ha narrato, serie dopo serie, le più grandi guerre che hanno segnato la storia universale: le battaglie medioevali, quelle scoppiate all’epoca dell’Impero Romano, la rivoluzione industriale e così via. Al centro dell’ultimo episodio (costo 49 euro) troviamo, invece, le guerre napoleoniche.

A dire il vero, il videogioco, compatibile con i sistemi operativi Microsoft XP e Seven, non è altro che un’espansione del capitolo precedente, ossia Total War Empire. Il videogame presenta due modalità in cui cimentare le proprie capacità strategiche. Nella prima il giocatore deve rievocare, attraverso la propria destrezza davanti al monitor, le principali operazioni militari condotte da Napoleone tra il 1796 e il 1812. Per farsi un’idea basta dare un’occhiata al tutor introduttivo. Qui troviamo le indicazioni sulle varie fasi del gioco: la campagna d’Italia che vide il ritiro dell’Austria dal Nord Italia e pose fine alla Repubblica di Venezia, la campagna d’Egitto con la conquista di Alessandria, quella in Europa portata avanti perché i Francesi potessero garantirsi la supremazia in Occidente. Ovviamente non poteva mancare la battaglia di Waterloo. Passando alla seconda modalità denominata “Coalizione”, si ha la possibilità di optare per uno dei regni che si opposero alla Francia: Inghilterra, Prussia, Austria e Russia), e combattere famose battaglie come quelle di Lipsia, Lodi o Austerlitz. L’ambientazione è davvero realistica e suggestiva. Tuttavia, proprio per la vastità dell’impresa napoleonica, la Sega è stata costretta ad eliminare alcuni stati che, durante l’epoca napoleonica, rivestirono un ruolo secondario, tra cui Portogallo e Stati Uniti. Napoleon Total War è, prim’ancora che un gioco strategico, un gioco d’azione. Alle trattative diplomatiche, all’economia dell’epoca, prevalgono le mosse sul campo, indispensabili per reggere agli attacchi dei nemici o guadagnare spazi durante l’avanzata verso nuovi stati. Il giocatore può scegliere tra la modalità basata sui turni e quella in tempo reale. Evidenti le differenze tra le due modalità. Nella prima prevale l’attività legata alla gestione dell’esercito, della diplomazia e delle spie. L’altra, invece, è incentrata proprio sugli scontri. Cambiano anche i tempi dei turni. Si passa, infatti, da sei mesi a due settimane. Necessario, a differenza del capitolo precedente, conseguire tutti gli obiettivi per superare un livello e giungere alla battaglia successiva.

Ogni obiettivo centrato equivale ad un vantaggio in termini strategici, cioè proprio sul campo di battaglia. Notevole pure la grafica del videogame, grazie all’introduzione del motore Warscape Engine. Il videogioco è stato quasi interamente ridisegnato e migliorato. Una differenza salta subito all’occhio. I soldati non sono tutti uguali come nelle precedenti edizioni, ma si differenziano per aspetto e uniformi, a seconda della nazione di appartenenza. Ad arricchire il videogame, inoltre, nuovi modelli di navi e l’eliminazione di fastidiosi bug, presenti nel capitolo precedente. A voler trovare una pecca, bisogna soffermarsi sulla grafica delle località abitate (ridisegnate secondo lo stile dell’epoca napoleonica), un po’ scarne rispetto al resto del gioco così articolato. Sul piano più strettamente strategico non mancano i passi in avanti, anche se – ad esempio – gli eserciti gestiti direttamente dal computer attaccano sempre allo stesso modo, con davvero scarse varianti, anteponendo il lancio della cavalleria a quello della fanteria. I giocatori si aspettavano qualcosa in più dalla modalità coalizione.

Se volete stringere alleanze con altri stati o diventare abili diplomatici vi troverete a difficoltà legate, infatti, alla strutturazione del gioco, più che al suo livello di difficoltà. Guadagna voti alti la sezione multiplayer che, in altre parole, rende il giocatore molto più longevo. Ovvero: il giocatore può affrontare l’avversario sul web e completare le campagne di Napoleone, in modalità cooperativa, con altri giocatori a distanza. Questi i requisiti hardware per poter giocare a Napoleon Total War: processore Intel 2 ghz, 2 gb di ram, scheda video con 256 mb di memoria. Torniamo, per un attimo, alla grafica. Dicevamo che i campi di battaglia sembrano sempre più vicini alla realtà. Un esempio? I cavalli, quando si muovono, provocano nuvole di polvere così fitte da occultare la visuale agli avversari che li stanno inseguendo. Insomma, anche l’ultimo capitolo di Total War si conferma un ottimo prodotto, sia sotto il profilo estetico che sotto quello del gioco. Inoltre, la scelta della Sega di rafforzare la narrazione fa sì che il gioco sia ancora più coinvolgente rispetto alle precedenti edizioni. Le principali difficoltà si riscontrano nella gestione degli eserciti, soprattutto quando si tratta di formazioni composte da un elevato numero di soldati. Critiche inevitabili anche per il comportamento dei nemici, specie se l’esercito è controllato da pc. Si ha l’impressione di trovarsi a volte di fronte ad atteggiamento un po’ troppo passivo. Durante una battaglia ti aspetteresti una controffensiva da parte degli avversari. Invece, in qualche caso oltre a qualche combattimento a colpi di moschetto, i nemici non vanno.

Luca Saulino


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