Microsoft spalleggia i russi contro i dissidenti?


Altro che guerra fredda: russi e americani adesso collaborano, seppure con modalità piuttosto particolari e, ad onor del vero, decisamente opinabili. Il governo russo è infatti noto per non usare i guanti nella lotta contro gli oppositori del “regime”, siano essi editori di giornali non graditi al Cremlino, come associazioni di vario attivismo.  A dar man forte alla Russia in questo campo, adesso c’è addirittura la Microsoft!
Le autorità moscovite si sono infatti ingegnate ed ora, per fare irruzione nelle sedi che vogliono controllare o comunque per mettere in condizione i destinatari dei controlli di non operare per un periodo più o meno lungo, adottano la scusa di dover effettuare un censimento sul parco macchine in uso, per la precisione sul software utilizzato.

Si tratterebbe quindi di una ricerca di eventuali software contraffatti Microsoft, dal sistema operativo Windows a pacchetti celebri come Office, ricerca per la quale si rende “assolutamente indispensabile” il sequestro dei personal computer. Secondo la Polizia russa, la Microsoft è una vittima degli editori e delle associazioni che non utilizzano software originale, i quali oltretutto non starebbe collaborando con le autorità e adesso su di loro pende la spada di Damocle di una denuncia da parte della famosa software house statunitense.

Ad essere prese di mira, però, sono soprattutto associazioni umanitarie, che da diversi mesi si stanno lamentando con il governo degli Stati Uniti per l’evidente collaborazionismo che la Microsoft starebbe dimostrando nei confronti delle autorità russe. Da Redmond hanno ovviamente respinto tutte le accuse, limitandosi a dichiarare quanto segue: “I nostri legali stanno cercando di fare chiarezza sull’accaduto e prendono con la massima serietà le preoccupazioni espresse dalle associazioni indagate dalle autorità russe. Dal nostro canto abbiamo il dovere di proteggere i nostri prodotti, ma ci impegneremo sicuramente anche a rispettare i diritti umani”.


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