Microsoft, accuse di corruzione in Cina, Romania e Italia


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Microsoft è sotto inchiesta per presunta corruzione di funzionari governativi stranieri volta all’ottenimento di contratti di software. La notizia è lanciata questa mattina dell’edizione online del Wall Street Journal. Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e la Securities and Exchange Commission stanno esaminando le accuse lanciate da un ex rappresentante Microsoft in Cina, insieme alle relazioni della società con rivenditori e consulenti in Romania e Italia. L’indagine è in fase preliminare, per questo il governo non ha accusato Microsoft o suoi partner in affari di illecito. 

Il Dipartimento di Giustizia e la SEC si sono rifiutati di rilasciare un commento alla notizia, mentre Microsoft ha subito spiegato che ogni grande società che opera in tutto il mondo riceve ogni tanto delle segnalazioni di cattiva condotta operata da dipendenti o partner commerciali. Per questo, come ha confermato il vice presidente e vice consigliere generale John Frank, Microsoft coopererà attivamente con eventuali indagini governative. 

Le accuse dalla Cina provengono da un informatore anonimo che fornì i dettagli agli investigatori statunitensi nel 2012. La situazione cinese è stata inoltre oggetto di una indagine interna svolta da Microsoft nel corso del 2010 che non ha tuttavia riscontrato particolari irregolarità. In questo caso però l’informatore, che ha lavorato in passato con la compagnia di Redmond, afferma che un dirigente della filiale cinese di Microsoft lo ha incaricato di offrire tangenti a funzionari locali in cambio dell’ottenimento di contratti di software.

Gli investigatori del governo degli Stati Uniti stanno peraltro cercando di capire se Microsoft ha avuto un ruolo di primo piano in accuse riguardanti la presunta corruzione del Ministero delle Comunicazioni della Romania per lo stesso fine. E c’è anche l’Italia, con i consulenti Microsoft che avrebbero elargito regali e viaggi a funzionari nostrani. 

Microsoft ha reso noto che più di 170 dei suoi dipendenti sono responsabili delle indagini e controllano che vengano rispettate le politiche aziendali. Per questo, come ha aggiunto Frank di Microsoft, si stanno prendendo sul serio tutte le accuse e si indagherà indipendentemente dalla fonte. Il colosso di Redmond rischia al massimo una multa salata, ma con le indagini interne mira a rimettere in piedi l’immagine dell’azienda e ottenere eventualmente uno sconto sulla sanzione.


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