Iran blocca Gmail e Twitter


Alcuni quotidiani online, tra cui il Washington Post, riportavano la notizia che vari utenti iraniani avevano problemi a collegarsi a siti di servizi come Google e Twitter. Il blocco riguarderebbe il protocollo https e quindi, sia Gmail che Google.com, risulterebbero inaccessibili.

A finire nel blocco iraniano, tutti i siti che utilizzano sistemi crittografici sia al login che per tutta la navigazione. Tra questi Gmail, Yahoo Mail e Microsoft Hotmail, Twitter e Facebook e anche i vari siti bancari on line o di ecommerce come Amazon.

Sembrerebbe che la censura del governo iraniano stia agendo su tre livelli, sfruttando la deep packet inspection sul traffico SSL, bloccando alcuni indirizzi IP e TCP su porte selezionate e filtrando parole chiave selezionate.

Non è ben chiaro se questo atto sia dovuto alla paura che la celebrazione del 33esimo anniversario della Rivoluzione Islamica possa provocare atti di protesta tramite aggregazione via internet, ma in ogni caso il governo iraniano ha già detto di stare lavorando ad un grande firewall che bloccherà tutti i siti provenienti dall’esterno, puntando a creare un “grande internet nazionale”.

Del resto, disgraziatamente, l’Iran non è l’unico paese a bloccare su base permanente o temporanea i siti esteri; basti pensare alla Corea del Nord e alla Cina che attuano forti forme di censura.

Speriamo che le cose possano migliorare per il futuro, in nome della democrazia e della libertà.


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