Iphone: negli USA è legale craccarlo


iphone_usa1Nel giorno del debutto sul mercato italiano dell’iPhone 4, dagli Usa, patria del melafonino, arriva una notizia destinata a far discutere. Secondo la legge, infatti, è possibile craccare il cellulare apple, ovvero installare applicazioni non autorizzate dalla Apple. A stabilirlo è la nuova regolamentazione del Copyright Office of the U.S. Library of Congress, l’organismo che negli Stati Uniti provvede a  i garantire la tutela dei diritti d’autore e dei brevetti, che ha di fatto modificato il Digital Millenium Act del 1998.

Una piccola rivoluzione davvero inattesa che consentirà d’ora in avanti la pratica del cosiddetto “jailbreak”, in altre parole la possibilità di installare sull’iPhone software non approvati. Da oggi chi si divertirà a farlo non commetterà più alcun reato. Addio, dunque, almeno in questo caso, alla violazione del copyright. La nuova normativa dà il via libera ai possessori dell’iPhone, da sempre vincolati ad installare sul telefonino soltanto le applicazioni sfornate dalla casa di Cupertino, disponibili sull’App Store, il negozio online della Apple, tra i portali più cliccati al mondo. Analogo discorso varrà per l’iPad per il quale sarà in vigore lo stesso principio. Tradotto in soldoni, chiunque potrà trovare un’applicazione compatibile sparsa per la Rete e installarla sul melafonino, così come avviene esempio sul sistema operativo Android di Google. Le novità non finiscono qui. I terminali potranno essere sbloccati, ovvero resi usufruibili con tutti i gestori di telefonia mobile, cosa che invece non accade, se si vuol rispettare la legge, in Italia.

Nessuna polemica intorno alla nuova normativa, a differenza di quanto avvenuto per i difetti di ricezione riscontrati nell’iPhone 4, che avevano fatto scoppiare una vera e propria bufera. Anzi, in questo caso, c’è chi brinda alla vittoria. Si tratta del grande popolo dei consumatori che da diversi mesi si batte per l’uso legittimo e per l’Electronic Frontier Foundation (EFF), organizzazione no profit in difesa dei diritti digitali, che nel 2008 ha presentato i ricordi. Secondo il movimento, anche le applicazioni non prodotte dalla Apple e compatibili con l’iPhone dovevano essere ritenute legali. Resta rigida, invece, la posizione della Apple rispetto al jailbreak. A chiarire il pensiero della Mela è un portavoce della società in un comunicato che già ha fatto il giro del mondo. Secondo la Apple, craccare l’iPhone nfluirebbe negativamente sulle prestazioni dell’iPhone, che «può diventare instabile e non funzionare correttamente», oltre a violare le condizioni di garanzia.

Luca Saulino


Commenti: Vedi tutto

Lascia una risposta