Internet candidata al Nobel per la Pace 2010


Al Paley Center for Media di New York si è tenuta la fase conclusiva della campagna volta a candidare Internet al Premio Nobel per la Pace 2010. L’iniziativa è stata lanciata dall’edizione italiana della rivista Wired, che come ambasciatori di questa campagna ha raccolto attorno a sé nomi importanti come quelli di Nicholas Negroponte (che per l’occasione portava una splendida t-shirt con la scritta “I am a Nobel Peace Prize Candidate”) e il già premio Nobel Shirin Ebadi. Del gruppo faceva parte anche la blogger cubana Yoani Sanchez, che però, come purtroppo ci si attendeva, non ha ricevuto dall’Avana il visto per poter essere presente a New York, ma una sua lettera in lingua spagnola è stata comunque letta all’assemblea presente.

La cerimonia, condotta dal direttore di Wired Italia Riccardo Luna, è iniziata con la proiezione del filmato vincitore del contest lanciato da YouTube, un video che parla delle lacrime di un calciatore coreano e che è stato scelto come “promoter” visivo della campagna. Subito dopo sono intervenuti i già citati Shirin Ebadi e Nicholas Negroponte. A seguire sono stati proiettati altri video caricati dagli utenti su YouTube per sostenere la candidatura di Internet al Nobel per la Pace, ma il filmato più sorprendente, almeno per noi italiani, è stato l’ultimo: attorno alla Torre di Pisa, un corteo festoso di bambini con indosso la maglietta di “Internet for Peace”, quindi il logo dell’iniziativa che sventolava sulla cima della Torre sotto forma di bandiere, ed il Sindaco Marco Filippeschi ad annunciare il sostegno della città tutta all’iniziativa.

Al termine della cerimonia è intervenuto Alan Davidson dello staff di Google con un breve ma significativo intervento. Adesso la “palla” passa a Oslo, dove si tiene ogni anno l’assegnazione del Nobel per la Pace.
La speranza di tutti noi appassionati di World Wide Web, è ovviamente che venga riconosciuta la grande funzione sociale della rete Internet, troppo spesso al centro dell’attenzione dei media per fatti esclusivamente di cronaca, come se il reato non fosse quello che viene commesso, ma il mezzo attraverso il quale la gente ne viene a conoscenza.


Commenti: Vedi tutto

Lascia una risposta