Bambini Hi Tech del 2011


bambini ed internetOggi sono qui a parlarvi di una curiosa ricerca condotta recentemente da AVG, il pluripremiato software per la protezione dei PC dai virus. Lo studio in oggetto ha voluto capire il rapporto tra i più piccoli e le nuove tecnologie: non c’è da stupirsi di quelli che sono stati i risultati di tale ricerca, in cui i piccolini hanno mostrato essere proprio agio con le moderne tecnologie.

Per riuscire a svolgere la ricerca in oggetto sono stati intervistate, tramite form online, ben 2200 mamme di bambini di età compresa tra i due e cinque anni: le domande vertevano sulle abitudini dei figli, per quanto riguarda sia il loro rapporto con le nuove tecnologie, che con le classiche e più comuni abilità manuali che praticavano già i nostri nonni, come allacciarsi le scarpe o andare in bicicletta.

I risultati sono molto interessanti, anche considerando il fatto che la ricerca è stata condotta tramite le 2.200 mamme, appartenenti a ben 10 paesi europei differenti, Italia inclusa: il che la rende ancora più interessante!

Esaminando i risultati che sono emersi, appunto, da tale studio, possiamo vedere che i bambini hi tech del 2011 hanno più sviluppate le loro capacità multimediali rispetto a quelle più classiche: giocano di più ai videogiochi ed utilizzano più facilmente uno smartphone, ma vanno meno in bici ed in pochi sanno allacciarsi le scarpe. Ecco un pò di percentuali emerse, prima dal punto di vista delle nuove abilità tecnologiche, a loro volta seguite da quelle più classiche:

  • il 58% dei bambini gioca già al computer
  • 25% che sa navigare su internet
  • il 19% è in grado d’interagire con uno smartphone

  • il 52% di essi va in bici.
  • Soltanto il 20% dei bambini interrogati non ha paura e riesce a buttarsi in acqua
  • la minima percentuale del 9% di questi bimbi sono in grado di allacciarsi le scarpe da soli.

Come sono distribuite le abilità tecnologiche tra i sessi? E rispetto alle differenze tra i vari Paesi?

I bambini mediatici della generazione 2.0 mostrano una parità tra maschietti e femminucce, uguaglianza di sessi in ambito di hi tech, mentre le maggiori differenze si possono trovare dal punto di vista del Paese di provenienza. Secondo i dati riportati, infatti, i bambini inglesi sono più abili con i videogiochi, quelli francesi se la cavano di più con internet, e quelli italiani? Sembra proprio che i piccoli dello stivale siano principalmente dediti ai cellulari. Ma questa non ci sembra proprio una novità!

Lo studio dedica una parte del suo studio anche alle mamme, raccogliendone i dati e le abitudini: in particolare le più giovani, rispetto alle over 35, non vogliono insegnare le differenti abilità manuali ai loro figli.

Ed ovviamente, non mancano i pareri degli esperti nel settore, come Anna Oliverio Ferraris, Professore ordinario di psicologia dello sviluppo all’Università La Sapienza di Roma, che afferma che nei primi 5-6 anni della sua vita un bambino deve imparare tre compiti fondamentali, ovvero: “imparare a muoversi, socializzare e imparare a parlare. Se lo si avvicina troppo precocemente al mondo virtuale rischia di non avere completato questa crescita”.

Immagine: cattolicanews.it


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