Bambini e Internet: interessante ricerca di AVG


Una interessante ricerca sui bambini e su internet è stata realizzata da AVG, azienda specializzata in sicurezza informatica e produttrice di uno degli antivirus più diffusi nel mondo Windows Desktop. Dall’indagine emergono dati piuttosto interessanti anche se per certi versi preoccupanti, come il fatto che la quasi totalità dei bambini di età inferiore ai due anni, si trovano già, loro malgrado, su Internet, essendo stati fotografati e poi mostrati sul web dai loro genitori, le mamme in particolare. Da questo fenomeno sarebbe colpito il 92% dei bambini negli USA, il 68% in Italia, mentre le percentuali calano se si parla di neonati, appena il 33% a livello mondiale e solo il 26% in Italia. L’orgoglio delle mamme italiane vince quindi su qualsiasi remora in materia di privacy, ma solo quando i bambini hanno almeno qualche mese e non appena usciti dalla culla.

Diverso il discorso del periodo di gravidanza, dove sono parecchie le mamme che mostrano online le loro ecografie (almeno quelle non interesseranno di sicuro i pedofili, devono pensare), con percentuali del 23% nel mondo, appena il 14% nella nostra penisola e di ben il 41% negli USA, a dimostrazione di come i nuovi strumenti di comunicazione siano molto più diffusi e ormai di utilizzo quotidiano e normale nella vita degli statunitensi. È però interessante notare come il 5% dei neo genitori si premuri di creare subito un profilo su Facebook al proprio figlio appena nato, o addirittura gli assegnano un indirizzo email (il 6% su scala planetaria e ben il 7% degli italiani). Tutto questo scatena inevitabili discussioni di tipo etico e morale. Ci si chiede quindi se sia giusto mostrare al mondo intero le immagini di esseri umani che ancora non sono in grado di capire e quindi neanche di scegliere se apparire o meno.

Nonostante questo le loro vite, dalla culla alla prima adolescenza (quando poi i padroni degli strumenti di telecomunicazione diventano loro), vengono messe in pubblico senza alcuna loro autorizzazione al trattamento dei dati personali (!), anche se oggi come oggi financo il Facebook, contestatissimo in materia di privacy, consente di scegliere con precisione a chi mostrare e a chi non mostrare certi contenuti; con degli opportuni filtri, quindi, lo scambio di foto sui social network non sarebbe altro che un modo più rapido di far circolare le foto tra parenti. Chi non ha mai ricevuto una cartolina da parte di un lontano cugino che annuncia ai suoi cari sparsi per la penisola se non per il mondo, la nascita dell’ultimo erede? Non cambia quindi molto da questo, soltanto il mezzo. Come tutti i mezzi, però, c’è da utilizzarlo con prudenza. Ne va della privacy dei nostri bambini.


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