Apple multata di 625 milioni di dollari per violazione di brevetti


A furia di dichiararsi paladini dell’innovazione, si rischia di catturare l’attenzione degli altri che poi, scavando nel giardino, scoprono gli “altarini”. Questo è quanto sta succedendo alla Apple, che dal 2008 si trova trascinata in tribunale per violazione di brevetti da una piccola azienda del Texas, la Mirror World, ed ora viene giudicata colpevole e punita con l’obbligo di risarcire la ricorrente per la maxi cifra di 625 milioni di dollari! Questo è quanto ha stabilito il tribunale americano di Tyler Country – non nuovo a sentenze in favore di detentori di tecnologie protette da brevetto – che ha riconosciuto Apple rea di aver violato i brevetti registrati con i numeri  6.006.227, 6.638.313, 6.725.427 e 6.768.999.

Questi ultimi sono relativi a delle tecnologie per la visualizzazione di testi sugli schermi di dispositivi mobili ed altre funzionalità e la Apple le avrebbe utilizzate in alcune sue applicazioni. Si tratta di CoverFlow, tecnologia che consente la visualizzazione delle copertine degli album musicali come se si stesse sfogliando una serie di compact disc nello scaffale di un negozio; quindi Time Machine, che è invece un software per il backup dei dati personali in tempo reale. Che non si tratti di un caso di “patent trolling” è piuttosto evidente, dato che il tribunale texano ha elevato una multa alla casa di Steve Jobs e soci pari a 208,5 milioni di dollari per ogni brevetto violato, considerando quindi piuttosto grave la violazione. Da Cupertino hanno però dichiarato di non voler pagare neanche un nichelino e, con i migliori avvocati che possono ovviamente permettersi, hanno intenzione di presentare ricorso.

Certo è che se dovessero perderlo, oltre a pagare una cifra sostanziosa anche per le loro finanze (la quarta multa di maggior entità di tutta la storia legale statunitense), la decisione del giudice potrebbe creare un precedente piuttosto importante in questo settore. La Apple si difende dicendo che la tecnologia presente in tutti i brevetti incriminati è sempre la stessa, quindi non è comunque ammissibile pagare tre volte per l’eventuale violazione della stessa. La compagnia di Steve Jobs, inoltre, accusa il giudice Leonard Davis di aver volutamente esagerato nell’elevare una multa di 208,5 milioni di dollari a brevetto, dato che gli stessi erano stati a loro volta acquistati dalla casa ricorrente per appena 5 milioni.
Infine, da Cupertino si afferma che due di questi brevetti hanno a loro volta dei problemi legali per la loro assegnazione, e quindi non possono essere giudicati per la loro eventuale violazione.


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