USA: il mondo a rischio cyberwar


L’United States Cyber Command, una divisione sotto il diretto controllo del Ministero della Difesa USA, volto a combattere i “cyber crimini”, lancia l’allarme sullo stato di massima allerta per i reati commessi sulle rete telematiche. Il comandante Keith Alexander giunge addirittura a conclusioni drammatiche, come la necessità di creare una seconda rete Internet, parallela alla prima, che sia totalmente schermata da intrusioni esterne, a beneficio di amministrazioni pubbliche, istituti bancari, impianti strategici.

I rischi maggiori sarebbero quelli legali a nuove forme di virus in circolazione, come il famigerato Stuxnet, il quale prenderebbe di mira un software della Siemens che, girando su molti sistemi Windows based, è deputato al controllo di meccanismi di funzionamento di apparati come centrali elettriche e nucleari; a questo proposito qualcuno ha dichiarato che probabilmente il virus è stato creato con il preciso scopo di attaccare le centrali nucleari in Iran, ma sia questa o meno la prima vera “cyber arma” della storia, c’è comunque da stare poco allegri. Il comandante Alexander è infatti convinto che gli USA siano a rischio di un attacco informatico globale di grande potenza distruttiva e per questo c’è la necessità di prepararsi al peggio, soprattutto facendo prevenzione.

Ci sarebbe quindi bisogno di leggi ad hoc per creare subito reti telematiche sicure, come le già esistenti Niprnet e Sirpnet, le quali comunque anche oggi vengono sottoposte a continui attacchi, stimati in una media impressionante di 250.000 volte ogni ora! Il vero nodo cruciale del problema sono però i computer non protetti collegati alla normale rete Internet, come quelli di paesi quali India, Pakistan ed Indonesia, dove girano i software Microsoft e Siemens che potrebbero essere preda del virus Stuxnet, il quale ha la capacità di portare al blocco di impianti, anche nucleari. Il comandante Alexander, però, non dice che per evitare tutto questo, prima di pensare alle conseguenze e correre ai ripari, bisognerebbe tenere a mente le cause del problema: c’è infatti bisogno di scrivere software più sicuro e non vulnerabile, poi si può pensare a reti protette e/o sistemi di sicurezza infallibili. In definitiva, se il mondo non usasse Windows ma alternative come Gnu/Linux o sistemi Mac, sarebbe senza dubbio più sicuro.


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