USA: fateci intercettare Skype, BlackBerry e Facebook


I terroristi, lo sanno tutti, non disdegnano le nuove tecnologie, Internet inclusa, ragion per cui il Congresso degli Stati Uniti sarà chiamato nei primi mesi del 2011 a discutere di un progetto di legge al momento allo studio dell’amministrazione Obama, volto a facilitare le intercettazioni sulla grande rete. Il governo a stelle e strisce sarebbe quindi sul punto di chiedere a grandi aziende come RIM (Blackberry), Facebook e Skype, di introdurre degli artifici tecnici nei loro software e piattaforme per permettere agli USA di intercettare gli utenti qualora l’autorità giudiziaria lo richieda, anche se si tratta di comunicazioni criptate.

La notizia non fa comunque scalpore perché questa estate proprio la RIM ha dovuto acconsentire a richieste analoghe da parte di paesi come l’India, il Qatar e l’Arabia Saudita. Il nuovo provvedimento allo studio da parte degli esperti agli ordini del Presidente Obama, sarebbe quindi una evoluzione di quanto varato nel 1994 dall’amministrazione dell’allora Presidente Clinton, denominata Calea (Communications Assistance to Law Enforcement Act), che stabiliva gli stessi concetti di possibilità di intercettare le comunicazioni in un momento in cui gli Stati Uniti stavano migrando tutte le loro reti di telecomunicazioni dalla piattaforma analogica a quella digitale.

Quell’atto non prevedeva però l’obbligo di obbedire all’autorità giudiziaria da parte degli Internet Provider, ma era valido soltanto per gli operatori telefonici, anche quando queste figure combaciano, ragion per cui gli USA sono adesso al lavoro per favorire le intercettazioni sui più grandi servizi di comunicazione basati sul web o sul mobile. Il tutto, come spesso accade in questi casi, con un grande contorno di discussioni sul diritto alla privacy degli utenti, ma l’amministrazione a stelle e strisce e in particolar modo l’FBI, respingono ogni accusa al mittente, dichiarando che le intercettazioni potranno essere eseguite soltanto dietro l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria nel caso di indagini in corso. In realtà, gli USA vogliono fare anche di più, ovvero mettere a punto un disegno di legge che possa poi fungere da modello per tutti gli altri Stati nel mondo, così da arrivare ad una collaborazione a livello planetario indispensabile in era di “cyber crimini”.


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