Un bollino blu per l'e-commerce nella Comunità Europea


Interessante proposta del Parlamento Europeo: un “bollino di qualità” per i prodotti UE venduti  attraverso la rete internet. L’idea nasce da alcuni considerazioni fatte a Bruxelles, come ad esempio il fatto che, oggi come oggi, soltanto un utente europeo su tre si direbbe disposto ad acquistare online un prodotto proveniente da un altro paese comunitario. Una statistica attendibile che sottolinea la scarsa fiducia degli internauti nell’e-commerce all’interno della comunità europea, fiducia che i governatori comunitari vogliono nettamente aumentare con alcune iniziative ad hoc.

Tra queste ci sarebbe appunto la creazione di un marchio di fiducia UE che possa garantire “la qualità e la qualità dei prodotti immessi sul mercato elettronico transfrontaliero”. Questo marchio dovrà essere gestito direttamente dalla Commissione Europea con i massimi criteri di trasparenza, offrendo quindi agli utenti tutte le informazioni utili quali certezza dell’identità del fornitore, il suo reale indirizzo geografico, recapiti e informazioni fiscali come codice fiscale e Partita IVA, dettagli che spieghino se ci si sta rivolgendo ad un produttore che vende direttamente i suoi prodotti oppure ad un intermediario o un rivenditore.

Il tutto per aumentare le percentuali di acquisti online tra paesi comunitari, con la speranza che questo possa servire a migliorare la competitivà dell’economia di tutta la UE. I deputati europei che hanno presentato questa proposta alla Commissione della UE, propongono quindi la creazione di una banca dati centralizzata che contenga tutti i nominativi sulle aziende che ottengono questa sorta di “bollino di qualità”, banca dati che servirà anche per distinguere le aziende serie da quelle che invece perpetrano online numerosi truffe di ogni tipo, che in questo modo sarebbero tagliate fuori essendo private di ogni credibilità. Se e quando si potrà realizzare tutto ciò è ancora da vedere, ma l’intenzione dei proponenti è quella di legare la creazione di uno strumento del genere a quella, prevista nel 2012, del Codice Europeo per i Diritti in Rete.


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