Sicurezza online: vizi e virtù degli italiani


Symantec, leader nel settore degli antivirus e dei software di sicurezza in genere, ha commissionato una indagine denominata “Norton Cybercrime Human Impact Report”, i cui dati sono stati appena diffusi. Per elaborare il documento sono state intervistate tra il 2 ed il 22 febbraio scorso, 7066 persone adulte residenti nei seguenti paesi: USA, Canada, Australia, Cina, Giappone, India, Brasile, Nuova Zelanda, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svezia ed Italia. Obiettivo dell’indagine, quello di scoprire qual è il rapporto tra gli “internauti” ed il “cybercrimine”, un fenomeno che secondo la Symantec non è ancora molto conosciuto nonostante la sua rapida diffusione.

Non si parla più quindi semplicemente di virus, ma di veri e propri attacchi mirati a carpire informazioni dai personal computer degli utenti, dati sensibili come l’indirizzo email, i dettagli delle carte di credito, fino ad arrivare a veri e propri furti di identità, il reato in assoluto più pericoloso per le imprevedibili conseguenze che può avere. I dati rilevati, però, evidenziano una certa incongruità tra causa ed effetto: ben il 65% degli intervistati, infatti, dichiara di essere stato almeno una volta vittima di “cyber crimini”, mentre il 34% non si sente protetto mentre naviga sul web. A tutto questo non fa riscontro però una maggiore attenzione, perché solo il 50% degli intervistati si è detto disposto a cambiare le sue abitudini online qualora dovesse restare vittima di un cyber crimine.

Per quanto riguarda gli italiani, ecco le loro abitudini online: il 67% evita di divulgare sulla rete dati personali, ma per i maschietti c’è l’esca del porno che li attira più facilmente rispetto alle donne in “trappole” che si nascondono dietro un sito hard o dietro una email di spam in cui si promette guadagno facile.
Il punto debole delle donne, invece, è di quelli che è facile attendersi: quando si parla di shopping, le appartenenti al gentil sesso non si fanno problemi nell’immettere online i dati della propria carta di credito, senza curarsi più di tanto sull’affidabilità del sito dove stanno facendo acquisti.

Più sorprendenti sono invece altri dati: dal report si evince infatti come gli uomini siano i più propensi al gossip online, tanto che nel 29% dei casi non si fanno problemi ad immettere in rete foto imbarazzanti dei loro amici. Sempre i maschi sono quelli che più si approfittano dell’anonimato o della “schermatura” che la rete offre per mentire spudoratamente su più caratteristiche che li riguardano, dal nome all’aspetto fisico fino allo stato economico, per non parlare di chi addirittura possiede una falsa identità.

Quanto basta per farci conquistare la non invidiabile palma del popolo più bugiardo di tutto il World Wide Web, con una percentuale del 29% di “pinocchi”. Sempre il maschio italico è però quello che più si premunisce di strumenti utili come antivirus costantemente aggiornati (69%) e software per il backup dei dati (33%) ed è pronto ad accorrere in aiuto ad una donzella che, in caso di problemi con il suo computer, non sa davvero dove mettere le mani. Insomma, anche in questo caso, noi italiani ci siamo fatti propri riconoscere…


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