Molestie in chat: denunciato 19enne


Due ragazzi si conoscono in chat utilizzando il celebre software Windows Live Messenger. Fin qui una storia ordinaria di relazioni nel 21° secolo. Come purtroppo spesso accade, però, il tutto è finito davvero male, anche se ovviamente non si può dare la colpa alla “telematica”, come invece spesso fanno i mass-media più ignoranti in mancanza di argomentazioni per commentare una vicenda come questa. Dicevamo di due ragazzi, lei una minorenne di Catania (appena 13 anni), lui ne ha 19 e si spaccia per un musicista residente a Londra, avendo capito che alla ragazzina piace molto la musica e quindi, con questa “maschera”, avrebbe potuto facilmente fare colpo su di lei. Il loro rapporto virtuale prosegue per diverse settimane senza problemi, poi lui chiede alla minorenne di inviarle alcune sue foto e viene accontentato.

Si tratta di foto normali, ma che in seguito non soddisfano più il sedicente “musicista”, che chiede alla ragazzina di mandargli delle sue foto che la ritraessero senza vestiti: la 13enne, che è sì piccola ma mica stupida, si rifiuta categoricamente di farlo. A quel punto il loro rapporto cambia, perché il ragazzo inizia ad insultarla, poi arriva a minacciarla di diffondere le sue foto sul web associandole ad espliciti riferimenti sessuali. La giovane siciliana decide saggiamente di raccontare quanto accaduto ai suoi genitori, che subito si rivolgono alla Polizia Postale. L’indagine è immediata – quando ci sono di mezzo i minori non si scherza – quindi in poco tempo si arriva all’identificazione del ragazzo, che ovviamente non è un musicista né tantomeno abita a Londra, ma risiede a Benevento.

Quest’ultimo viene quindi rintracciato dalle forze dell’ordine e denunciato per tentata violenza privata, un reato abbastanza grave. La morale di questa breve ma significativa storia, è che tutte le persone che si affacciano sul World Wide Web con le loro vere identità, maggiorenni o minorenni che siano, devono stare attente a chi incontrano, quindi non aver alcun timore nel rivolgersi alle forze dell’ordine in casi come quello appena raccontato. Potrà anche capitare di fare una figuraccia con i propri genitori od amici, quindi essere citati su qualche giornale se maggiorenni: ma tutto questo è niente se si pensa a cosa può succedere ad un giovanissimo malcapitato se non ci si decide subito a denunciare eventuali reati commessi via Internet.
È proprio il caso di dare tutti il buon esempio per un Web migliore, libero e sicuro per tutti: anche per le tredicenni di Catania.


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