I robot del futuro saranno i migliori amici dell'uomo


Altro che smartphone, tablet ed ebook, il miglior amico dell’uomo nel prossimo futuro sarà il robot, proprio come ipotizzato nei romanzi di fantascienza dei primi decenni del secolo scorso (sì, fa un certo effetto scriverlo!). Ne sono convinti a Pisa, nel laboratorio PERCRO della Scuola Superiore Sant’Anna, che ha organizzato la 19a edizione del convegno internazionale RO-MAN 2010, in svolgimento dal 12 al 15 settembre presso il Principe di Piemonte di Viareggio. Durante la prima giornata di convegno, gli oltre 150 tra scienziati e ricercatori provenienti da tutti gli angoli del globo, hanno potuto assistere alla presentazione ufficiale di un robot davvero innovativo.

Si chiama “Nao”, un automa alto appena 58 centimetri dall’aspetto piuttosto simpatico, con una piccola bocca, due occhi che si riempono di luci e, ai lati della “testa”, due grandi orecchie più simili ad altoparlanti stereo che a padiglioni auricolari. Costruito in Francia dalla Aldebaran, Nao è pensato come un robot “da compagnia”, che verrà sperimentato sul campo all’Istituto San Raffaele di Milano nell’ambito del progetto Aliz-E finanziato con fondi Comunitari, dove sarà utilizzato per allietare la convalescenza di piccoli bambini malati di diabete; pensato soprattutto per questi scopi, si capisce adesso il suo gradevole aspetto da “giocattolo”.

Proprio come i bambini a Nao “piace” ballare, giocare a pallone, muoversi tra gli ostacoli ed afferrare oggetti con le dita delle sue mani (meccaniche), quindi è in grado di parlare, ovviamente con una voce infantile e dal tono gentile e simpatico. Nell’intenzione dei costruttori, i robot del 21° secolo dovranno aiutare gli umani in diversi compiti a casa come al lavoro, e per questo devono avere un aspetto gradevole ed un tono di voce amichevole. Il progetto più ambizioso è quello di renderli in grado di leggere i segnali elettrici del cervello umano, in modo da capire lo stato d’animo del loro “padrone” e di conseguenza modificare i loro comportamenti.

Nei prossimi giorni del convegno si discuterà quindi di queste ed altre sfide che attendono i progettisti di robot, orientati a costruire automi che possano coesistere con gli esseri umani, essere a loro modo intelligenti, capaci di apprendere dagli uomini ed interagire con loro in modo sempre più sofisticato.
Asimov, dall’alto dei cieli, osserva con sguardo benevolo.


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