Gmail sotto attacco di hacker cinesi


Le diatribe tra Google ed i paesi dove la censura è pressante non accennano a diminuire, anche se questa volta i governi e le strategie commerciali non sono responsabili dell’accaduto. Sono stati infatti “pirati” informatici vero e propri, per quanto provenienti dalla Cina, quelli che in questi giorni hanno preso di mira uno dei servizi più popolare dell’azienda di Mountain View, quello di posta elettronica chiamato Gmail.

A darne notizia è la nota azienda specializzata in sicurezza informatica Kaspersky – autrice anche di un celebre e pluripremiato software antivirus – che ha segnalato numerosissime caselle di posta elettronica che sarebbero state violate dai cyber criminali.

Fortunatamente, dallo scorso mese di marzo è la stessa Google ad avvisare gli utenti nel caso ritenga che una casella di posta elettronica possa essere stata violata, con un avviso bene in evidenza che appare all’accesso al servizio dell’utente, il quale può verificare facilmente gli indirizzi IP da dove si è avuto ingresso al suo account Gmail, così da prendere i provvedimenti del caso, come la modifica della propria password (la quale dovrebbe essere molto difficile da scoprire e modificata periodicamente, cosa che in molti si scordano di fare o non ci pensano proprio, nonostante sia in gioco l’integrità dei loro dati sensibili ed addirittura la loro identità digitale ed in alcuni casi anche quella reale!).

La notizia di questi ultimi attacchi è stata pubblicata su alcuni siti specializzati, ma Google non ha ritenuto commentarla, quindi non l’ha né confermata né smentita. E’ però assai probabile che tutto ciò sia accaduto davvero, perché solo questo spiegherebbe il mutismo dell’azienda di Mountain View, già da tempo ai ferri corti con la Cina, tanto da arrivare alcuni mesi fa alla decisione di dirottare tutto il traffico proveniente dalla Cina sul suo motore, direttamente su Hong Kong, dove le censure invece non sussistono. Se poi si pensa che in Cina è dal marzo dello scorso anno che YouTube non è accessibile, allora si spiega il riserbo del colosso californiano, perché ogni parola di troppo potrebbe portare ad un grave incidente diplomatico.


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