Aruba cambia la sua divisione Media Marketing


Aruba, uno dei più famosi player informatici italiani, attivo nel settore del web hosting, della registrazione nomi di dominio, della connettività ADSL e in altri servizi web oriented, da qualche mese ha aperto una sua divisione denominata Aruba Media Marketing, con la quale ha fatto il suo ingresso nel grande mercato dell’online advertising, ponendosi quindi in diretta concorrenza (pur con i dovuti limiti e differenze di grandezza in percentuale) con colossi del settore quali Google con il suo AdWords, Trade Doubler, Zanox e simili.

Grazie ad Aruba Media Marketing i publisher possono ospitare sui loro siti web banner pubblicitari in cambio di una remunerazione per ogni click effettuato sugli stessi da un utente “unico”, mentre gli inserzionisti possono acquistare da Aruba questi spazi pianificando campagne pubblicitarie sul web in base a budget da investire, periodo di esposizione, target dei siti eccetera. Dopo qualche mese di test e di utilizzo effettivo del servizio su molti siti web italiani, incluso qualche ovvio malfunzionamento e “mal di pancia” degli utenti dovuto a problematiche che sono necessariamente insorte, Aruba ha deciso di investire su di esso rinnovandolo, a partire dal nome. In realtà si tratta di dividere in parti distinti le anime del servizio.

Aruba Media Marketing resterà il nome della divisione della società toscana che rivolge i suoi servigi alle aziende desiderose di diventare inserzioniste, anche per sfruttare la brand awareness derivante da sempre più numerose campagne pubblicitarie di Aruba anche in televisione. Il publisher network, ovvero l’insieme di siti web che ospitano le pubblicità degli inserzionisti, cambia invece nome in PNET, con tanto di sito internet dedicato. Il tutto nell’ottica di un miglioramento del servizio, che da Arezzo dicono essere oggi molti più performante, con nuovi algoritmi di contestualizzazione attiva per permettere una migliore aderenza tra la natura dei siti web e quella delle pubblicità da visualizzare, oltre a nuovi formati per i banner grafici come quelli ad alta visibilità denominati Skin e Peel. Secondo Aruba, quindi, tutto ciò dovrebbe portare vantaggi sia ai suoi inserzionisti – che adesso potranno contare su pubblicità “piazzate” meglio sui siti internet, sia ai webmaster aderenti al circuito, che di conseguenza dovrebbero guadagnare di più.


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