Arabia Saudita: un registro obbligatorio per testate online


L’Arabia Saudita, pur non rincorrendo i grandi paesi dove purtroppo si pratica la sistematica censura dei contenuti veicolati sulla rete Internet, sarebbe comunque intenzionata a stringere i controlli sulla rete. Una prima mossa in questa direzione sarebbe la registrazione di un Albo dove dovranno registrarsi tutte le testate giornalistiche che fanno informazione online, per le quali sarà quindi necessaria una autorizzazione da parte del governo. Questo provvedimento non sarà però esteso ai blog, decisamente troppi per poter essere controllati, anche se i blogger potranno richiedere volontariamente la registrazione a questo albo.

Voci governative saudite affermano che questa iniziativa vuole mettere un limite ai reati di diffamazione che si compiono online, pur non limitando la libertà di espressione, in pratica quanto già viene fatto con l’informazione tradizionale varrà anche per quella su Internet. Purtroppo, però, tutti sanno che in Arabia Saudita i giornali sono sottoposti a fortissime pressioni, visto che i giornalisti “non allineati” rischiano anche l’arresto. Aggiuntivamente, lo stesso paese è tra quelli che hanno chiesto a RIM di poter intercettare le comunicazioni veicolate tramite BlackBerry, quindi non si pone propriamente tra le culture maggiormente democratiche in materia di informazione.

Non bisogna poi dimenticare quanto già denunciato in precedenza da Reporter senza frontiere, come l’arresto di un blogger e quello di un attivista (#haza3) che lanciava i suoi proclami politici utilizzando i messaggi di Twitter, quanto è bastato al paese per essere inserito nel libro nero dei “nemici delle libertà in rete”. Il governo saudita, tramite il portavoce del Ministero della Cultura e dell’Informazione Abdulrahman Al Hazzaa, si è affrettato a smentire queste voci di una imminente “censura” dell’informazione nel suo paese, ma la protesta per quanto paventato è comunque già iniziata: ovviamente sulla rete Internet, in particolar modo su Facebook e Twitter.


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