2010 è l'anno dei virus informatici


Il famoso produttore di software antivirus McAfee (di recente acquisito da un colosso come Intel), ha rilasciato un report davvero allarmante per quello che riguarda la diffusione di virus informatici nel mondo durante il primo semestre di quest’anno. Secondo l’azienda, nei primi sei mesi del 2010 si è assistito ad un vero e proprio record di tutti i tempi per quanto riguarda la scrittura e diffusione di codice malevolo, complice anche l’aumento di attività di due botnet come Storm Worm e Kraken (reti di computer espressamente dedicate ad attività illegali quali la diffusione di virus e la raccolta di dati di terzi estorti attraverso attività di phishing), date per “defunte” evidentemente troppo presto.

La diffusione di malware ha quindi toccato la ragguardevole cifra di 10 milioni di nuovi software di questo tipo catalogati nei database di MCAfee, con particolare attenzione a quelli rivolti ai social media ed ai dispositivi di storage portatili (oggi comunissimi anche negli scaffali dei supermercati, per capacità che superano il Terabyte). Sempre molto attiva, purtroppo, l’attività dei creatori di falsi antivirus, tra i quali spicca il recente caso del software WIN 7AV, spacciato con molta perizia per uno strumento di rimozione malware realizzato dalla Microsoft, con tanto di sito web dedicato. Tra le categorie di virus informatici più diffusi, quelli rivolti al phishing, ovvero all’acquisizione di password sui personal computer delle malcapitate vittime.

Nel suo report, inoltre, McAfee analizza anche la triste piaga dello spam (posta elettronica non desiderata) che però risulta un fenomeno stabile rispetto al passato, con una crescita contenuta al 2,5 per cento : il record, dicono, spetta al terzo trimestre dell’anno 2009, quando si contarono addirittura 175 miliardi di messaggi spam al giorno ! Questo nonostante nel 2010 gli autori di spam abbiano avuto a disposizione un grande evento come i Mondiali di Calcio da utilizzare come leva per inviare messaggi ingannatori, di quelli con informazioni esclusive e/o riservate in un allegato, che il più delle volte contiene un virus auto installante oppure il collegamento ad un sito web malevolo appositamente costruito per prelevare in modo illecito le password dal browser in uso all’utente.

In Italia McAfee ha identificato sei diverse aree di interesse come argomenti dei messaggi di spam, dove il trono spetta senza dubbio ai messaggi di carattere bancario/finanziario, mentre in questo ambito la palma della nazione “peggiore”, purtroppo per loro, spetta all’Argentina, dove i messaggi di spam sfruttano ben sedici diverse aree di interesse, dai diplomi scolastici al porno, passando per l’immancabile via gra o altre categorie di medicinali.


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