Intel e i processori con potenza on demand


Il mondo dell’informatica a volte è davvero bizzarro, pronto ad inventarsi dal niente business che fino al giorno prima non esistevano. Basta pensare al mercato delle “App”, lanciato dalla Apple con l’iPhone prima e l’iPad poi, subito imitato da altri produttori come Samsung in modo minore e Google con il suo Android in modo davvero importante. Adesso sembra essere sul punto di nascere un mercato nuovo di zecca, quello dei processori “zoppi” che possono essere migliorati su richiesta, ovviamente a pagamento.

L’idea è venuta ad una azienda non di poco conto, il colosso dei microprocessori Intel, che probabilmente darà il via ad ad una nuova “moda” in questo mercato i cui effetti sono tutti da valutare. La Intel ha infatti messo in commercio il suo nuovissimo microprocessore Pentium G6951, una “bestia” con dual core a 32 nanometri basato su architettura “Westmere”, con cache di terzo livello da 1 Megabyte e supporto HyperThreading (in pratica il raddoppio delle operazioni che il processore può eseguire in contemporanea).

Queste ultime due caratteristiche, però, sarebbero state disabilitate da Intel su un gran numero di CPU in commercio. Per averle, quindi, è necessario acquistare una “Upgrade Card” ad un costo non propriamente irrisorio (negli USA, presso Best Buy, è in vendita a 50,00 dollari). Quindi, per ottenere un processore non “castrato” alla nascita e di fatto raddoppiare la sua potenza, bisogna pagare, altrimenti ci si accontenta di quello acquistato con le sole caratteristiche abilitate di default dalla casa costruttrice.

Una pratica di business come questa può letteralmente sconquassare il settore del mercato delle CPU e di tutti i dispositivi che le utilizzano. Soprattutto i consumatori potrebbero essere salassati da continue richieste di aggiornamenti e “upgrade card” per rendere i loro processori più performanti, così come vedrebbero scendere di parecchio il valore dei dispositivi acquistati se questi montano delle CPU con caratteristiche disabilitate in fabbrica. In definitiva, se questo di Intel è solo un esperimento o se sarà il futuro del mercato delle CPU, è tutto da vedere. Però, se siete così grandi da ricordarvi il mercato dei “mod-chip” per le prime Playstation, oppure conoscete il significato della parola “Jailbreak”, allora non vi sarà difficile pensare che “fatta la legge … trovato l’inganno”!


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