Google e privacy: un guaio da 8 milioni di dollari


Otto milioni e mezzo di dollari: è questa la cifra che Google si è detta disposta a sborsare pur di chiudere definitivamente una causa che la vede alla sbarra, una “class action” (denuncia collettiva, pratica legale da poco introdotta in Italia ma con pesantissime limitazioni) intentata da appena sette (7 !) utenti degli Stati Uniti d’America contro la “grande G” per violazione della privacy.

Questa sarebbe avvenuta nel momento in cui venne attivato Google Buzz – servizio tra i meno felici nella storia dell’azienda di Mountain View – un tentativo ad onor del vero piuttosto impacciato di far concorrenza ad un social network come Facebook. Gli utenti di Gmail che si registrarono a Google Buzz, si trovarono di fronte a grandissimi problemi di privacy, come la scarsa per non dire inesistente visibilità delle opzioni relative alle scelte di condivisione dei propri dati personali, la gestione dei profili pubblici e l’introduzione di contenuti personali nella piattaforma.

Insomma, questa volta Google l’aveva fatta davvero grossa, ma almeno ha dimostrato di riconoscere i propri errori e di essere disponibile a porvi riparo : presso una corte della California, l’azienda ha quindi depositato la sua proposta di accordo con gli utenti che l’hanno trascinata in tribunale nel febbraio del 2010, con la speranza che gli avvocati dell’accusa e soprattutto il giudice, vogliano accogliere questa ipotesi e porre fine alla vicenda.

Da Mountain View hanno quindi proposto di versare 8,5 milioni di dollari in una sorta di fondo che andrà a beneficio di diverse associazioni impegnate proprio nella tutela della privacy, quindi servirà per pagare le spese legali ai sette utenti che le hanno fatto causa. Nel frattempo, Google ha pesantemente modificato le opzioni che consentono agli utenti del servizio Buzz di impostare le loro preferenze in materia di privacy, lanciando anche un sondaggio tra tutti i possessori di un account per chiedere loro cosa ne pensano della nuova policy in materia di riservatezza dei dati personali, anche se i risultati non sono stati proprio incoraggianti! In virtù di questo, nuovi accorgimenti verranno introdotti a partire dai primi giorni di ottobre.


Commenti: Vedi tutto

Lascia una risposta