Google e privacy: ancora grossi guai


Non è la prima volta che Google finisce nei guai per problematiche legate alla privacy dei dati degli utenti iscritti ai suoi servizi – non ultimo il caso “Buzz” e la causa che starebbe costando a Mountain View 8 milioni e mezzo di dollari – ma quanto emerso negli ultimi giorni riguardo l’attività in azienda, getta una luce ancora più cupa sul trattamento dei dati personali. Si è infatti saputo che Google ha licenziato in tronco uno dei suoi dipendenti, tale David Barksdale, 27enne che ricopriva l’incarico di Site Reliability Engineer, il quale sarebbe stato sorpreso dai dirigenti dell’azienda non solo in possesso di molti dati degli utenti, ma addirittura impegnato all’ascolto di conversazioni private e dedito a minacciare utenti minorenni.

Barksdale avrebbe avuto accesso ai dati di alcuni account, poi si sarebbe messo all’ascolto delle telefonate tra due fidanzatini minorenni effettuate con Google Voice, infine avrebbe minacciato il ragazzino di utilizzare il numero di telefono della sua ragazza per chiamarla. Scoperta l’attività illegale, Google ha subito provveduto a sollevare dall’incarico il suo dipendente, ma quanto accaduto desta preoccupazione perché ci si chiede quale sia il livello di protezione che hanno i nostri dati presso l’azienda di Mountain View e a quanti dei suoi dipendenti sia permesso l’accesso ai dati stessi, inclusi quelli sensibili. Tutto questo quando Google ha sempre dichiarato che le informazioni vengono raccolte in modo anonimo, almeno durante la navigazione sui siti, ma a questo punto è lecito crederle ?

Il team della “grande G”, commentando l’accaduto, ha dichiarato che casi come questo possono sempre capitare, perché dietro ogni computer c’è comunque un uomo, ma l’azienda effettua controlli accurati su chi può accedere ai sistemi ed aggiorna i controlli stessi con molta frequenza. Sarà anhe vero, però agli utenti rassicurazioni di questo tipo non bastano e, a giudicare dai commenti arrivati in rete sul nuovo regolamento in materia di dati sensibili che da Mountain View vorrebbero adottare dal prossimo ottobre, sembra proprio che il binomio Google – Privacy non sia un matrimonio dei più felici e destinato a conoscere nuove ed ulteriori crisi…


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