Ubuntu One: musica in streaming su smartphone


La celebre distribuzione Linux Ubuntu, prodotta e gestita da Canonical, da qualche tempo dispone anche di un interessante servizio di cloud computing chiamato Ubuntu One, al quale dopo alcuni mesi si è affiancato l’Ubuntu One Music Store, una sorta di iTunes del mondo Linux con il quale gli utenti di questa distro possono accedere ad uno sconfinato database di files MP3, ovviamente in vendita proprio come accade nello store della Apple. Adesso questo insieme di servizi diventa ancora più interessante ed attraente con il lancio di Ubuntu One Music Streaming, una App al momento disponibile solo (si far per dire) per i dispositivi basati sul sistema operativo Android.

Grazie a questo servizio, tutti i brani in MP3 che l’utente ha caricato nello spazio di storage virtuale di Ubuntu One, siano essi stati acquistati sull’Ubuntu One Music Store che altrove, saranno disponibili per l’utente stesso sotto forma di streaming direttamente dal proprio smartphone. Chi invece dispone di un cellulare con ampia capacità di memorizzazione, magari perché lo ha ampliato con una cartuccia di memoria microSD di svariati Giga di capacità, potrà anche ricopiare su questa tutta la musica conservata sullo spazio virtuale di Ubuntu One.

L’Applicazione, al momento in Beta ma di prossimo rilascio ufficiale, è stata sviluppata da Canonical in collaborazione con Subsonic, e si presenta con quattro funzioni di base: Home, che consente di definire settaggi come il numero di canzoni da precaricare; Browse, per sfogliare nel database di propri files musicali con filtri per artista, canzone o album; Search per effettuare una ricerca tra tutti i files posseduti; Current Song, per visualizzare informazioni sulla canzone in esecuzione in quel momento (ovviamente il comando “Play” per eseguire un determinato file musicale è del tutto implicito!). Ubuntu One Music Streaming è una App ed un servizio completamente gratuito, almeno per ora. Quando sarà rilasciato il tutto in via ufficiale, vedremo le mosse di Canonical per questo progetto che, così com’è, è comunque davvero interessante ed utile, financo innovativo rispetto a quanto fatto nello stesso settore dalla Apple con il suo iTunes.


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