Reti NGN: gli operatori alternativi sbattono la porta


Gli operatori di telecomunicazioni alternativi a Telecom Italia, sono sul piede di guerra con l’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Tecomunicazioni – dopo che il Comitato NGN presieduto da quest’ultima, incaricato di stilare le linee guida per il passaggio dalla rete in rame ad una rete in fibra ottica di nuova generazione, ha stilato un primo report decisamente sbilanciato a favore di Telecom Italia.

In perfetta armonia ed unità di intenti (una volta tanto), hanno lasciato definitivamente il Comitato NGN Vodafone, Fastweb, Tiscali, TeleTu, Wind e British Telecom, che in un comunicato congiunto dicono a chiare lettere che il documento proposto “non è il alcun modo rappresentativo di posizioni condivise dai partecipanti al tavolo e quindi rappresenta la posizione personale del Presidente”. Nello specifico, gli operatori lamentano come praticamente nessuno dei contribuiti da loro portati al tavolo sia stato accolto, mentre sottolineano anche con sarcasmo come il Presidente del Comitato – il professor Francesco Vatalaro, titolare della cattedra di Telecomunicazioni all’Università La Sapienza di Roma – nel documento pubblicato si trovi d’accordo con le posizioni della sola Telecom Italia in ben 24 punti sui 25 del report !

Gli operatori hanno quindi sbattuto la porta in faccia al Comitato e deciso che l’Agcom sarà, da questo momento in poi, l’unico interlocutore a cui faranno riferimento per discutere sulle regole per la implementazione delle reti NGN. Agcom, dal canto suo, si è limitata a prendere atto della decisione degli operatori con rammarico, sottolineando come il documento del Comitato sia soltanto di carattere consultivo, quindi lo stesso sarà invitato al Consiglio dell’Autorità quanto prima per le opportune valutazioni.

Piuttosto sprezzante in proposito il commento del viceministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani, che ha dichiarato quando segue: “Il tavolo per le reti NGN è comunque convocato per venerdì 17 settembre alle ore 09:00, anche se vi prenderanno parte solo Telecom Italia e H3G. La fuoriuscita dal Comitato degli altri operatori è un problema esclusivamente di Agcom e non rappresenta una preoccupazione del Ministero”.


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