iPhone: la Apple non permette valutazione impatto ecologico di O2


Non è una scelta ottima dal punto di vista pubblicitario, quella presa dalla Apple in merito ad uno dei massimi operatori inglesi, in passato primo distributore dell’iPhone in Gran Bretagna. Parliamo di O2 e della sua iniziativa a favore dell’ambiente. Si tratta di una valutazione dei prodotti della telefonia, in particolare di cellulari e smartphone e sull’impatto che i materiali con i quali sono costruiti arrecano all’ambiente.

Una iniziativa carina e utile alla quale la Apple si rifiuta di partecipare con il proprio dispositivo di punta, il melafonino di quarta generazione. I giudizi rilasciati da O2 vanno da una scala di voto da 1 a 5, e comprendono marche come Sony Ericsson, Nokia e Samsung, circa il 97 % dei dispositivi distribuiti dall’’operatore inglese. Lo schema messo a punto dall’O2 analizza l’impatto ecologico delle materie prime, il processo di fabbricazione, confezionamento, il tempo di durata e l’efficienza della batteria e la facilità di riutilizzo o riciclo dei dispositivi.

Un comportamento inspiegabile se si pensa ai recenti sforzi della Apple di eliminare molti dei materiali “tossici” che spesso venivano utilizzati nella costruzione degli iPhone.

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