Apple brevetta un filtro antispam per SMS


La Apple ha di recente depositato il brevetto per “Text – based communication control for personal communication device”, una tecnologia software atta ad impedire l’arrivo di messaggi molesti su dispositivi come telefoni cellulari e smartphone. Si tratta in pratica di una sorta di firewall per il mondo mobile, il quale svolgerebbe le funzioni che sono tipiche di software di “parental control” sui PC Notebook e Destkop. Questa tecnologia potrebbe essere implementata su tutti i dispositivi della mela morsicata, tanto che i soliti bene informati già ne parlano come una delle principali funzioni che saranno rese disponibili con l’iPhone 5.

Con questa tecnologia si potrà quindi avere a disposizione un filtro preventivo contro gli SMS contenenti determinate parole incriminate, inserite in una “blacklist” già definita ma anche ovviamente gestibile ed aggiornabile dagli utenti in modo autonomo, o comunque contenuti non appropriati. Un filtro da utilizzare contro il fenomeno del “sexting” (da “sex” e “text”) ovvero lo scambio di messaggi a tinte forti che nel Regno Unito è addirittura un allarme sociale, tanto che da Downing Street stanno pensando ad un disegno di legge per arrivare considerare i messaggi a carattere sessuale non richiesti come una vera e propria molestia. Questo filtro studiato da Apple si applicherebbe sia i messaggi in entrata che a quelli in uscita, lasciando all’utente anche la possibilità di stabilire a priori cosa fare nel caso arrivino SMS considerati “spam” o comunque non idonei, scegliendo tra la cancellazione del messaggino ed il suo reinvio al mittente con il “tag” di “indesiderato”.

In tutto questo c’è anche chi vede una opportunità di business, dato che si stanno già pensando a particolari “black list” che si potranno adottare in accoppiata al filtro, disponibili per gli utenti che sottoscriveranno un abbonamento (come già accade per gli antivirus e gli antispam professionali per personal computer). Queste liste comprenderanno anche tutti i “trucchi” che un utente con intenzioni malevole potrà adottare nel tentativo di scavalcare il filtro, quali parole sillabate, separate con spazi o altri caratteri, abbreviazioni eccetera. C’è da giurarsi, però, che “fatta la legge trovato l’inganno”: i molestatori dotati di iPhone e simili ma sbloccati tramite “jailbreak”, sicuramente troveranno da qualche parte una App in grado di aggirare il filtro. Lo spam sulla tradizionale email è ormai una piaga sociale diffusissima nonostante gli innumerevoli tentativi di limitarla: è quindi assai probabile che, con la sempre maggiore diffusione di smartphone e compagnia cantante, diventi purtroppo una pratica comune anche nel mondo degli SMS.


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