Supreme commander 2


Era il 2007 quando sul mercato usciva la prima edizione di Supreme Commander: un videogioco futuristico lanciato dalla Gas Powered Games, l’azienda guidata da Chris Taylor, l’inventore di Dungeon Siege. Tre anni più tardi gli appassionati del genere possono cimentarsi nel secondo capitolo del videogame. Una guerra tra robot, particolarmente pubblicizzata, che sembra piacere anche ai giocatori occasionali.

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La formula ideata dalla software house americana è più o meno la stessa di quella iniziale. Ovviamente non potevamo mancare quei cambiamenti tanto attesi già dai possessori della prima edizione. Tuttavia, chi si attendeva un gioco completamente ridisegnato, resterà un po’ deluso. Vediamo insieme pregi e difetti di questo videogioco (costo 49, 90 euro, requisiti S.O. Windows XP, Vista, processore Intel 3,2 Ghz, 2 Gb di ram, scheda video con 256 mb di memoria). La prima novità che salta all’occhio del giocatore è un’impostazione narrativa più coinvolgente. Ogni storia, scandita da un approccio sicuramente più diretto, è incentrata sulle imprese di un membro in eterna lotta tra loro, ovvero Uef, Aeon Illimunate e Cybran Nation). In effetti, il giocatore si appassiona a questi scontri senza mai annoiarsi. Diciotto le missioni in cui è articolato il gioco, sei per ogni fazione. Una trama avvincente. Peccato per alcuni spunti narrativi un po’ retorici e la qualità dei filmati che a volte lascia a desiderare. In generale, Supreme Commander è un videogioco avvincente e si conferma tra i migliori della categoria.

 Una vera e propria rivoluzione la possiamo apprezzare sul piano della grafica. Qui l’azienda di Chris Taylor ha deciso di investire molto, mutando lo stile delle unità di combattimento, che – non lo possiamo nascondere – sembrano ispirarsi inequivocabilmente al look dei manga giapponesi. Qualche passo in avanti lo attendevamo sotto il profilo delle ambientazioni, come già detto, di tipo futuristico. Le scene sembrano troppo analoghe tra loro, quasi come se non ci fossero differenze. Cosa che si verifica anche nelle mappe del videogioco. Mappe, tra l’altro, più scarne e più piccole. Le dinamiche, invece, non sono cambiate. Lo stile è quello iniziale. Uno stile di successo, adottato dall’intera categoria. Obiettivo del gioco: recuperare le risorse, nel nostro caso massa ed energia, per mettere su edifici destinati agli eserciti e poter condurre cos le battaglie. Cambiamenti positivi per quel che riguarda la gestione delle operazioni militari: controlli più immediati con movimenti meno caotici, a differenza del primo capitolo.

In fondo, per sconfiggere i nemici non occorrono imprese titaniche né eserciti particolarmente vasti. Basta potenziare le truppe puntando sulla specializzazione delle unità. Risultato raggiungibile attraverso un upgrade del videogioco, che si può fare facilmente sfruttando, appunto, lo schema ad albero dedicato alle specializzazioni. Non è cambiato, invece, il motore grafico. E’ lo stesso del primo capitolo e sembra dare buoni risultati. Garantiti gli effetti spettacolari come le esplosioni fragorose e luminose, i dettagli delle truppe, le illuminazioni davvero futuristiche. Un miglioramento forse era possibile per le fasi del gioco che presentano una dinamica più accelerata. Pensiamo ai momenti dei combattimenti, in cui il motore grafico rischia, solo in alcuni brevi frangenti, di risultare un po’ lento, con un framerate un po’ singhiozzante. Tuttavia, agli occhi dei meno patiti per il genere, questa pecca può anche passare inosservata, controbilanciata, come già detto, da effetti davvero spettacolari e una narrazione coinvolgente al punto giusto. Definirlo un capolavoro, come qualcuno si preparava a fare a pochi giorni dal lancio, sarebbe esagerato e azzardato. Sicuramente Supreme Commander 2 è un buon gioco, tra i migliori della categoria che rimanda ai meccanismi strategici in tempo reale. In generale, le impressioni sono positive. A storcere il naso sono soltanto gli appassionati che si aspettavano davvero qualcosa in più, a distanza di tre anni dal primo capitolo. Le correzioni apportate dalla software house sembrano non aver accontentato chi è disposto a trascorre ore e ore, anche quasi intere giornate, davanti al monitor del computer, per cimentarsi nella guerra dei robot tra Uef, Cybran Nation e Aeon Illuminate. Soddisfatto il grande pubblico, resta un po’ deluso il target più di nicchia, dunque. Secondo i patiti del genere, il videogioco manca di elementi di originalità, ha una grafica buona ma non brillante (come dicevamo, a volte si inceppa nelle fasi particolarmente animate), e non presenta spunti tali da differenziarsi dai concorrenti. O meglio ci troviamo di fronte ad una concorrenza timida. Poco o nulla, a confronto con le novità lanciate sul mercato negli ultimi mesi, in cui i giochi futuristici quasi rientrano, come in un paradosso, a causa degli effetti speciali, in una dimensione realistica. Il gioco, in fondo, non risulta nemmeno troppo impegnativo per chi ha già una certa dimestichezza con i videogame di tipo strategico. Un’esperienza gradevole, quella di Supreme Commander 2, specie per la sezione multiplayer.

Luca Saulino


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