20.000 leghe sotto i mari nella II guerra mondiale


Silent_Hunter__imageSono decine e decine i videogiochi usciti negli ultimi anni, incentrati su combattimenti sottomarini, con tanto di effetti speciali, resi ancora più particolari dal fascino degli abissi. S’inserisce a pieno titolo in questo filone Silent Huntler, videogame nato nel 1996, giunto alla sua quinta edizione.

A differenza di prodotti ludici analoghi, questo videogioco prodotto dalla Ubisoft continua a suscitare l’interesse degli appassionati del settore, grazie ad una grafica accattivante e al simulatore di gioco, messo a punto dal team della Strategic Simulations. Gli appassionati, coloro che l’hanno già acquistato o si apprestano a farlo, molto probabilmente si saranno cimentati in passati in esperienze simili, attraverso videogame come Wolfpack, Aces of the Deep di Dynamics, Dangerous Waters di Balck Bean. Molto accessibile il prezzo. Appena 29 euro per un videogioco che prevede requisiti tra cui 2gb di ram e una scheda video con 256 mb di memoria. Inoltre, per giocare è necessario disporre di una connessione ad Internet sempre attiva. Ridotto il materiale cartaceo che accompagna il prodotto, scelta che ha consentito anche il lancio del videogioco ad un prezzo contenuto. Se nel terzo capitolo dello stesso videogioco la mappa delle zone di combattimento era stampata su un foglio formato A3, in quello successivo la si trovava su un foglio dimensioni poster, nell’ultima edizione della saga è in pratica sparita. Il risparmio, per fortuna, non ha inciso sulla resa del videogioco che mantiene fede al fascino iniziale. Anche in Battle of Atlantic, questo il titolo dell’ultima edizione, le battaglie navali si presentano sotto forme particolarmente realistiche. Un mix di azione e divertimento, capace di non far rimpiangere le precedenti edizioni. C’è né per tutti i gusti, come nella tradizione Ubisoft. Ogni livello corrisponde all’abilità del videogiocatore e si può suddividere per tipologia di appassionato.

Si parte da un livello iniziale, abbastanza semplice. Basta, infatti, lanciare siluri e centrare qualsiasi obiettivo, un po’ come accadeva con i vecchi videogiochi del genere. Le difese del sommergibile, invece, appaiono inattaccabili. Se si passa agli step successivi, il gioco si fa più interessante. Innanzitutto occorre acquisire dimestichezza con i numerosi strumenti a disposizione, tra cui il timone e lo scandaglio della profondità, senza ovviamente dimenticare i comandi da impartire nella sala macchine. Il sottomarino che dobbiamo guidare si chiama U-Boat Type VII. Si tratta di uno dei sommergibili più pericolosi utilizzati al tempo della Seconda Guerra Mondiale, da parte della marina nazista. A quell’epoca fu utilizzato per colpire navi, transatlantici, imbarcazioni che trasportavano derrate alimentari, rifornimenti, soldati e munizioni. Scene che, dai libri ingialliti di storia o dai film in bianco e nero, rivivono nello spettacolare videogioco, dove le tipologie di sottomarini sono catalogati semplicemente con le lettere “a”, “b”, “c”. I tre mezzi militari navali si distinguono per armamenti, dotazioni di siluri, velocità, capacità del serbatoio e autonomia in mare. Tra gli elementi che colpiscono maggiormente il videogiocatore ci sono sicuramente gli effetti sonori, davvero suggestivi. Peccato per una serie di bug che a volte finiscono per spezzare il ritmo particolarmente dinamico del gioco. Per garantire la protezione antipirateria (i pirati dei mari non c’entrano nulla, ci riferiamo a coloro che copiano e diffondano illegalmente il videogioco) è necessaria una connessione permanente ad Internet. Poniamo il caso che per, qualche guasto tecnico, i server della Ubisoft dovessero risultare irraggiungibili, il videogiocatore dovrebbe rinunciare alla partita, pur avendo regolarmente acquistato il prodotto.

Dunque, in questo modo si rischia di penalizzare anche chi ha voluto sborsare i 29 euro, senza violare la legge sul diritto d’autore. Ma torniamo al gioco. L’ambientazione è quella della guerra in Atlantico. Un vero e proprio richiamo per gli appassionati di questo genere, che si preparavano a mettersi alla guida dei sottomarini agli ordini dell’ammiraglio Doenitz. Gli “adepti” della community dedicate al mondo dei sommergibili si preparavano a brindare all’uscita della quinta serie della saga di Silent Hunter, per una lunga serie di ragioni. Innanzitutto, la maggiore accessibilità al gioco, anche per i principianti, grazie a numerose scelte di personalizzazione dei livelli.

Ovviamente, via via che si passa ai livelli superiori, cresce, insieme al grado di difficoltà, il realismo del gioco. Così, i protagonisti al joystick non possono fare a meno di imparare in fretta ad andare per mare a combattere, onde evitare di essere eliminati poco dopo l’inizio della battaglia. Spettacolare la possibilità per il capitano di spostarsi con una visuale in stile Fps nelle diverse parti del battello, fermandosi ad impartire ordini o semplice a chiacchierare con ufficiali e sottoufficiali, o ancora per ascoltare qualche pettegolezzo di bordo. Può capitare in Battle of Atlantic, addirittura, che il morale dell’equipaggio possa influenzarne le prestazioni e consegnare in questo modo alla storia una pesante sconfitta piuttosto che un clamoroso successo.

Luca Saulino


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