Mulve è il nuovo killer della musica online


Il mondo della discografia, già pesantemente colpito dalla pirateria telematica, è in subbuglio per un nuovo programma che si potrebbe rivelare una vera e propria killer application nel campo del file sharing musicale, per non dire che potrebbe dare il colpo di grazia ad una industria sul punto di collassare. Si chiama Mulve e, visto il grandissimo successo riscontrato, il sito dal quale è possibile scaricarlo è “down” da ormai quasi un giorno, tanto che qualcuno ha addirittura parlato di una leggenda metropolitana: invece è tutto vero e Mulve è comunque reperibile su altre piattaforme di file sharing e su diversi siti “mirror”.

Di cosa si tratta? Di un programma leggerissimo, neanche due megabytes, che si installa con un click (in realtà non c’è neanche un installer, è un file zip che basta decomprimere sul desktop) e che, contrariamente a software complicati come Emule, fa della velocità e della semplicità i suoi punti di forza. Infatti, una volta lanciato il programma, è sufficiente scrivere il nome di una canzone o di un artista sulla casella di ricerca quindi, dopo pochi istanti, apparirà una lista dei file disponibili. Identificato il brano di proprio interesse, è sufficiente fare doppio click sul suo nome ed il downlo ad avverrà in pochi istanti.

Niente code né crediti, nessun materiale da condividere, nessuna necessità di avere sull’hard disk tonnellate di files da scambiare con gli altri, cosa che rende gli utenti di questo programma del tutto irrintracciabili, così come misteriosi sarebbero addirittura gli autori di Mulve e l’ubicazione dei suoi database i quali, con presunti dieci milioni di canzoni memorizzate, rappresenterebbero la più grande fonte illegale di files musicali al mondo. Eh già, perché ovviamente tutto questo non è legale, in quanto per ottenere files musicali regolari ci sono decine e decine di siti – a partire dal celeberrimo iTunes – ma ovviamente bisogna pagare!

Non è comunque un software come Mulve che può aumentare il mercato della musica pirata, perché chi la scaricava illegalmente prima lo farà anche adesso, magari più velocemente e semplicemente, mentre chi voleva comunque acquistare files legali prima, continuerà a farlo senza che nulla sia cambiato. Le case discografiche, però, non credono molto a questa tesi, tanto che sono già partite denunce alle polizie di tutto il mondo da parte delle major con un solo obiettivo: trovate i server di Mulve!


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