Internet explorer 9 realise candidate


Con un annuncio presso l’Hang Art Gallery, in Union Square, a San Francisco è stata presentata la realise Candidate di Internet Explorer 9.

La versione è disponibile per Windows 7 a 32 ed a 64 bit e per Vista a 32 ed a 64 bit e sono state aggiunte importanti funzionalità, tra cui la “do not track” che è stata introdotta anche nella beta 11 di Firefox.

Altre novità riguardano i filtri ActiveX e maggiore supporto per l’HTML 5.

Rispetto alla beta, le maggiori novità della realise candidate riguardano la sicurezza. Internet explorer 9 al contrario di Firefox, utilizza oltre all’invio dell’header HTTP anche una blacklist personalizzabile per evitare il tracciamento.

Da “Strumenti”, andando poi su “Sicurezza” c’è un ‘opzione “Protezione da monitoraggio” dopo di che si apre la finestra “Visualizzazione e gestione componenti aggiuntivi di Internet Explorer” e poi si può creare l’elenco di siti personalizzato per protezione da monitoraggio. Tale elenco però può funzionare sia da whitelist che da blacklist.

Tale funzionalità ha, inoltre, una modalità di ripiego che opera in modo equivalente a InPrivate Filtering già presente in Internet Explorer 8: in questa modalità di ripiego, un certo numero di contenuti di terze parti che è regolarmente incluso in pagine visitate , potrebbe essere bloccato.

Così, per esempio, se tre diversi siti incorporano tutti lo stesso JavaScript di Google Analytics, questo verrà segnalato e bloccato.

Ovviamente questa modalità in automatico potrebbe anche bloccare contenuti legittimi, motivo per cui è meglio usare il sistema utilizzando una lista di siti il cui tracciamento si vuole evitare. Altre novità poi riguardano come detto la funzionalità ActiveX filtering del browser che consente che tutti i contenuti ActiveX possano essere bloccati. Tale sistema può funzionare a livello globale oppure sito per sito.

Inoltre nella Realise Candidate sono state migliorate ancora le prestazioni, infatti la navigazione delle pagine web, il passaggio fra le schede o la creazione di nuove schede, sono tutti processi realmente veloci. Anche la dimensione massima predefinita dei file temporanei è stata aumentata a 250 MB da 50 e questo lo rendono in grado di memorizzare più dati in locale e più veloce nel caricare contenuti web. Anche l’interfaccia, rispetto alla beta è stata modificata rendendola più sottile e cambiando alcune cose in base ai feedback ricevuti dagli utenti. La ricerca unificata con l’indirizzo, le schede aperte poste in alto, tutto ricorda molto Chrome.

Internet Explorer ha però, aggiunto un’opzione, dopo le lamentele degli utenti, che permette di mostrare le schede aperte tutte in una riga sotto la barra degli indirizzi. Anche il gestore del download è stato migliorato, dopo che gli utenti si erano lamentati del fatto che la velocità era mostrata solo al passaggio del mouse, ora ciò non succede più ed inoltre, rispetto alle precedenti versioni di internet explorer, è molto comodo l’uso del download manager.

Altre funzionalità, come detto riguardano il supporto per progetti web più avanzati, basati sull’HTML 5, anche se su queste funzionalità la Microsoft va con i piedi di piombo aggiungendo solo le più sicure, comunque soprattutto sono state aggiunte API HTML 5 riguardanti la localizzazione, il supporto per il codec video WebM, per la grafica 2D e i font CSS3 ecc., già presenti negli altri browser, cosa che sicuramente faciliterà il lavoro degli sviluppatori nel produrre app.

Io l’ho scaricato ed usato, ma lo trovo molto simile a Chrome come funzionalità ma trovo Chrome più veloce, certamente non bastano poche ore di uso per poter determinare una velocità effettiva.

Solo che penso al fatto che non siamo ancora alla versione finale di internet explorer 9 e praticamente ha la stessa velocità e funzioni, presenti in tutti i browser che sono usciti o che usciranno fra poco, questo vuol dire che rispetto alle precedenti versioni, IE 9 ha sicuramente rappresentato un miglioramento ma è un vantaggio, avendo tanti utenti, di cui la Microsoft dovrebbe approfittare, facendo uscire ad esempio già dopo 6 mesi dal rilascio di IE 9 la prima beta di IE 10, non aspettando magari due anni prima di produrre novità.


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