La frammentazione di Android è un problema?


android fragmentation
La distribuzione delle varie versioni di Android

Il grafico ci mostra la situazione attuale delle varie distribuzioni di Android: chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno dirà che Cupcake (1.5) ormai si sta estinguendo, mentre Eclair sta guadagnando la sua giusta percentuale di diffusione.

Ma questo semplice diagramma mette in luce anche un problema, che in Google prendono seriamente e chiamano ‘Android Fragmentation’.

Insomma: in circolazione ci sono 4 versioni di Android, distribuite su un gran numero di dispositivi. Troviamo ancora un numero significativo di smartphone che montano la versione 1.5, un numero ancora maggiore che usa Donut (1.6) e una fetta considerevole che è già aggiornato a Eclair. In tutto questo, come se non bastasse, già ci sono dei dispositivi con Froyo installato.

Eclair non ha fatto in tempo a diffondersi che già Froyo sta rubando la scena, Donut non ha fatto in tempo a rimpiazzare Cupcake prima di venire a sua volta schiacciata da Eclair.

Un avvicendamento continuo di aggiornamenti che da un lato significa tante novità e un sistema operativo in forte crescita, ma dall’altro porta a confusione e problemi di compatibilità.

Soprattutto perchè non tutti i dispositivi riceveranno tutti gli aggiornamenti, e quindi molti smartphone saranno destinati a rimanere ‘indietro’ nelle versioni nuove di Froyo (ad esempio l’Acer Liquid A1 che non riceverà aggiornamenti ufficiali di Froyo).

La buona notizia c’è: Google, dicevamo, prende seriamente questo problema e ha già annunciato di voler correre ai ripari. Infatti in futuro saranno distribuiti sul Market gli aggiornamenti per alcune singole componenti del sistema operativo, in modo che gli utenti non debbano aspettare l’aggiornamento ufficiale alla versione successiva di Android per beneficiare di tutte le novità.

In parole povere, nel Market troveremo di volta in volta ‘pacchetti di aggiornamenti’ per la fotocamera, ad esempio, o per il browser.

Un sistema che può funzionare, anche se secondo me bisogna considerare che stiamo parlando di un sistema operativo molto giovane e che ancora non è abbastanza maturo per mantenere a lungo una versione. Questo comporta aggiornamenti continui, tanti miglioramenti, molta attenzione degli sviluppatori e nuove funzionalità rilasciate praticamente a ciclo continuo (vedi il supporto di Flash da Android 2.2), ma l’inevitabile conseguenza è che gli utenti si sentano un po’ confusi dalla grande quantità di aggiornamenti che si rincorrono nell’arco di breve tempo.


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