La app-wallpaper che ruba dati personali? Invece è sicura!


Screenshot della app-wallpaper

La scorsa settimana avevamo parlato di applicazioni Android che intraprendevano attività sospette trattando i nostri dati personali: si trattava di app-wallpaper riconducibili allo stesso developer e che, secondo Lookout, non si potevano considerare a tutti gli effetti sicure per gli utenti.

Essendo Lookout un nome importante nel mondo della sicurezza per questi sistemi, la notizia aveva creato una certa preoccupazione e il diretto interessato, ossia lo sviluppatore delle apps, si era giustificato pubblicamente spiegando le sue ragioni.

In ogni caso i suoi applicativi erano stati sospesi dal Market come misura precauzionale.

Sono passati un po’ di giorni e la situazione si è ulteriormente chiarita, con Google che ha ritirato la sospensione nel Market e i responsabili di Lookout che hanno fatto un passo indietro: effettivamente le apps in questione non erano malware.

Di fatto lo sviluppatore raccoglieva dati sui dispositivi degli utenti per salvare le loro preferenze personali relative ai wallpaper, in modo da recuperare le impostazioni e i wallpaper scaricati anche dopo un reset del dispositivo o un cambio di cellulare.

Insomma: nessun intento criminale anche se, come ha sottolineato il team Android, il metodo utilizzato per la raccolta dei dati era effetivamente sospetto.

Tutto si conclude bene dunque, si era trattato semplicemente di una ingenuità nella programmazione.


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