Google e Apple rintracciano i movimenti dei telefoni?


Alcuni ricercatori hanno scoperto che su alcuni dispositivi Apple, come ad esempio l’iPhone 3G, sono presenti file nascosti che raccolgono dati sulle posizioni geografiche degli utenti: la notizia ha sollevato subito le proteste dei possessori, non tanto per la raccolta dei dati, ma per l’ipotesi che vadano a finire anche su internet, in quanto verrebbero inviati ai server Apple ogni 12 ore.

Ora, anche Google ha confermato che raccoglie i dati relativi alle posizioni dei telefoni Android, ma avrebbe minimizzato i problemi relativi alla privacy, spiegando che raccoglie dati relativi all’ID identificativo del dispositivo; non si sa come l’Apple raccolga invece tali dati.

Nel caso di Google questo vorrebbe significare che anche dopo mesi od anni, la società potrebbe rintracciare i movimenti di un telefono Android.

I responsabili di Google evidenziano che l’utente è informato sulle funzionalità dei dati di geo-localizzazione, ossia che essi sono raccolti per poter migliorare l’esperienza mobile sui dispositivi Android.

Inoltre i dati relativi alle localizzazioni vengono inviati al server di Google in forma anonima e non legati e riconducibili ad un singolo utente.

Secondo gli esperti, però questo non è tanto vero in quanto anche se non è direttamente legato all’utente, lo è ad un identificatore univoco per quel telefono che non cambia mai a meno che non si provveda all’uopo con un reset di fabbrica.

Quindi, anche in questo caso, sarebbe facile rintracciare gli spostamenti relativi al dispositivo e di conseguenza, alla persona che ne è proprietaria.

Anche qui, nei dispositivi Android come nell’iphone e nell’ipad, ci sarebbe un file locale che memorizza i dati, il quale però verrebbe subito cancellato.

Solo che poi questi dati dove vanno a finire ? E per quanto tempo ?

Sulla vicenda tanti si pongono domande, per ora, senza risposta.


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