Android viola i brevetti Microsoft?


Fin dallo scorso anno la Microsoft ha preso di mira i produttori di smartphone che utilizzano la piattaforma Android dichiarando che, sia l’interfaccia utente che altre funzionalità su cui si basa tale piattaforma, violano i suoi brevetti.

Anzi, la Microsoft ha minacciato la concorrenza con una frase piuttosto sibillina, dicendo che doveva finire il tempo in cui i concorrenti sfruttavano gratis le loro innovazioni.

Alcuni produttori, come HTC, hanno raggiunto un accordo con la Microsoft pagando ad essa delle royalties, altri come Motorola sono stati trascinati in tribunale per violazione di brevetto ed hanno a loro volta contro-querelato la Microsoft e la vicenda è ancora lontana dal trovare una soluzione.

A marzo inoltre, la Microsoft ha citato Barnes & Noble per la piattaforma Android utilizzata sul suo Nook color e a sua volta, la società produttrice di e-reader ha citato la Microsoft per uso improprio dei brevetti, attraverso il quale chiede onerose royalties o costringe le società ad impegnarsi in lunghe cause civili.

E’ però di questi giorni, la notizia che, come ha già fatto HTC,  alcune società che utilizzano Android o il sistema operativo Chrome OS stiano capitolando raggiungendo degli accordi finanziari con la Microsoft, accettando di pagare delle royalties, fra questi ad esempio la società taiwanese Wistron, ed altri operatori di nicchia del settore, tra cui General Dynamics Itronix, Velocity Micro e Onkyo.

Nessun grande produttore però sembra aver ancora concluso accordi, anche se i soliti rumors riportano che la Microsoft vorrebbe circa 15 dollari per ogni dispositivo Android venduto.

Altre voci ancora riporterebbero la notizia che la famosa società Samsung sia vicina ad un’accordo con la Microsoft e sarebbe disposta a concedere dieci dollari a dispositivo se però, sul piatto della bilancia viene messo un più stretto accordo con la piattaforma Windows phone 7 della Microsoft.


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